Mauro Biani a Colleferro il 24 novembre, nei locali della chiesa valdese con «Tracce migranti»

É un viaggio illustrato che parla d’integrazione, di migrazioni e della condizione di chi si sposta

Vignette clandestine e grafica antirazzista. Mauro Biani e le sue "Tracce migranti" approdano il 24 novembre a Colleferro (Rm), per un incontro promosso dalla sezione locale dell’Anpi che si terrà presso la chiesa evangelica valdese di corso Filippo Turati, alle 17,30. 

«Il libro “Tracce migranti” è un progetto editoriale nato nel 2015, con un crowfunding chiamato “Satira migrante” – dice a Riforma.it l’autore Mauro Biani –. É un viaggio illustrato con le vignette satiriche uscite sui giornali, tra queste alcune inedite, che parla d’integrazione, di migrazioni e della condizione di chi si sposta per necessità (un volume corredato da info-grafiche e dati raccolti dal Dossier statistico immigrazione Idos-Confronti, ndr). Un libro – prosegue Biani – dedicato a chi ha deciso, o è stato costretto, a lasciare il luogo in cui è nato, vissuto. Una raccolta di storie e informazioni nata per sfatare il "mito" della “percezione” grazie alla pubblicazione di dati reali. Ovviamente, a tre anni di distanza questi dati sono cambiati ma il "fenomeno migrazioni" è rimasto una quetione cogente e costante; un tema in primo piano sia a livello sociale, sia per la comunicazione; talvolta è una questione faziosamente utilizzata come opportunità politica. Un fenomeno che coinvolge e preoccupa anche l’Europa, seppur con percentuali e numeri limitati. Proprio per sopperire “all’anzianità” dei dati forniti – prosegue Biani – uscirà presto un nuovo libro, a gennaio, sulla scia di “Tracce migranti”. Dopodomani, invece, presenteremo l’edizione tascabile edita da il Manifesto».

Nel libro è presente la prefazione dell’allora sindaca di Lampedusa, Giusi Nicolini, attiva da sempre con progetti d’integrazione e d’accoglienza. Tra i temi trattati, oltre alle migrazioni, compaiono i diritti umani, l’antifascismo, le lotte sociali, «nel volume – prosegue Biani –, affrontiamo l’impatto, direi le conseguenze, dei nuovi comportamenti razzisti malauguratamente in crescita; parleremo di scelte politiche, spesso strumentali, che fomentano le nuove "intolleranze sociali". Parleremo di nuove povertà e del mancato rispetto dei diritti umani. Condizioni che minano alle fondamenta la nostra società, la nostra cultura, il nostro modo di essere: umani. Spesso sentiamo parlare di valori, ma dovremmo chiederci quali sono questi valori, e se sono solamente alcuni fattori esterni a metterli in discussione o se siamo noi, invece, la prima causa di questa messa in discussione? La satira – conclude Biani – è una "trincea di umanità": una possibilità attraverso la quale si cerca, e a volte si riesce, ad "illuminare" i mondi rimasti sommerisi, quelli precari e dimenticati, a far emergere le contraddizioni delle ipocrisie, ad abbatere i luoghi comuni utilizzati semplicisticamente, a raccontare le periferie troppo spesso dimenticate».

Le illustrazioni di Mauro Biani, infatti, raccontano – solitamente sulle pagine de il Manifesto – il mondo di chi non ha voce, di chi cerca ogni giorno di difendere le diversità e l'umanità, prima di ogni cosa, e prima di qualsiasi confine.

A discutere con Mauro Biani ci saranno: Amalia Perfetti, presidente della sezione Anpi di Collefero, Claudio Graziano – responsabile immigrazione e welfare dell’Arci di Roma, il Sindaco Pierluigi Sanna e il pastore della chiesa valdese di Colleferro, Massimo Aquilante (già presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia - Fcei), che ricorda quanto a «Colleferro sia presente una vivace realtà legata all’associazionismo. Da un po’ di tempo si è deciso di coordinare il lavoro delle diverse associazioni, con l’Anpi locale e l’Arci, ad esempio, due enti con i quali promuoviamo l’evento. Non si tratta, tuttavia, solo di un mero impegno operativo ma di una collaborazione progettuale. Tutte queste associazioni, come la nostra comunità, ciascuna nel proprio ambito d’impegno e d’interesse – prosegue Aquilante – sono da un lato preoccupate per l’attuale situazione italiana, che vive una deriva culturale, sociale e politica; dall’altra desiderano proporre discussioni e modelli di vita diversi, talvolta alternativi.  Tra i temi che spesso affrontiamo nei nostri dibattiti compaiono quelli dedicati alla violenza sulle donne e ai femminicidi, per fare un solo esempio, non poteva dunque mancare quello legato alle migrazioni. Ovviamente, insieme a Biani ripercorreremo le molteplici attività portate avanti dalla Fcei: il progetto Mediterranean Hope, i Corridoi umanitari, la Casa delle culture di Scicli; alcuni esempi di buone pratiche. Cercheremo di affrontare seriamente la questione migrazioni, proprio come facemmo mesi fa con il disegnatore e operatore di Mh Francesco Piobbichi.  Sarà questa volta Biani, con la sua autorevolezza, a parlarci di accoglienza, di diritti e di solidarietà. Un modo, ascoltare e ospitare altre esperienze e professionalità, utile per costruire nuove esperienze concrete di sostegno e di interventi diretti anche in luoghi più marginali, come le periferie, dove la povertà accomuna i nuovi e i “vecchi” italiani».

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