Sono rifugiato ma non rinuncio ai miei sogni

Lunedì prossimo a Torino l’Associazione Mosaico presenterà le iniziative per i giovani studenti rifugiati grazie ai fondi dell’Otto per mille valdese

L’associazione Mosaico – Azioni per i Rifugiati presenterà al pubblico il suo impegno profuso a favore degli studenti richiedenti asilo per sostenere il loro diritto allo studio con un evento pubblico previsto lunedì 12 Novembre alle 14,30 presso il Polo del ’900, in via del Carmine 14.

«Il diritto allo studio – rileva Berthin Nzonza, presidente di Mosaico – è uno tra i diritti umani fondamentali. Studiare aumenta la possibilità di trovare lavoro e integrarsi nella società. I rifugiati che vogliono continuare i loro studi universitari spesso incontrano difficoltà: dall’iscrizione ai corsi di laurea al reperimento delle risorse per mantenersi in Italia. Lunedì consegneremo alcuni computer acquistati grazie al sostegno dei fondi Otto Per Mille dell’Unione delle chiese metodiste e valdesi agli studenti universitari rifugiati. I Pc sono stati acquistati per sostenere il proseguimento del loro percorso di studi. L’iniziativa pubblica è patrocinata dal Comune di Torino e dalla Regione Piemonte. I computer saranno consegnati agli studenti – prosegue Nzonza, anziano del Consiglio della chiesa valdese di Torino, e membro dell’esecutivo della Cevaa, la Comunità di Chiese in Missione (Organizzazione internazionale che riunisce chiese di ogni continente e che serve a favorire l’incontro, lo scambio e la condivisione di esperienze di fede tra le chiese del Sud e del Nord del mondo, ndr) – dall’assessore del comune di Torino Marco Giusta, dall’assessora della Regione Piemonte Monica Cerutti e da Rossana Moselli, per l’Otto per Mille valdese».

L’evento intende inoltre «illustrare il progetto che Mosaico ha sperimentato in collaborazione con la rete Uniresst formata dall’Università di Torino, l’Associazione Frantz Fanon, dal Centro Piemontese di Studi Africani, dall’Unhcr, e altri enti. Una rete essenziale – conclude Nzonza – per sostenere le ambizioni degli studenti universitari richiedenti asilo con maggiori difficoltà economiche».

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