La discussione è benvenuta

Con l’avvio delle procedure di separazione della Gran Bretagna dall’Unione europea, 4 chiese protestanti invitano i propri membri a partecipare al dibattito sul futuro del Regno Unito e sul tipo di società da lasciare in eredità alle generazioni future

Mentre ieri, mercoledì 29 marzo, il governo di Londra ufficializza la richiesta di uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, quattro chiese protestanti britanniche invitano i loro membri a partecipare alla discussione sul futuro (incerto) del Regno Unito. Lo fanno attraverso la pubblicazione de “La discussione è benvenuta”, un manuale ad uso delle chiese locali prodotto dal Gruppo congiunto di lavoro sulle questioni pubbliche (JPIT) della Chiesa di Scozia, della Chiesa metodista di Gran Bretagna, dell’Unione battista britannica e della Chiesa riformata unita.

“Discutere di temi su cui discordiamo può essere difficile”, si legge nell’introduzione del documento che riconosce immediatamente come la Brexit, nel momento in cui la si deve sostanziare con scelte precise, costituisca un tema caldo e divisivo. Proprio per questa ragione è necessario avviare “una discussione costruttiva circa il tipo di società in cui vogliamo vivere e speriamo di poter lasciare in eredità alle future generazioni. Il processo di uscita dall’UE comporta infatti decisioni che daranno forma al Regno Unito del prossimo futuro. Per alcuni questa è un’opportunità piena di speranza, per altri è invece spaventosa, per molti è semplicemente fonte di confusione”. I cambiamenti della Brexit al momento sono imprevedibili e potrebbero portare addirittura alla fine del Regno Unito, con la decisione del parlamento di Holyrood di indire un nuovo referendum sull’indipendenza scozzese e l’analogo pensiero di un referendum per la riunificazione con l’Eire che sta agitando il panorama politico dell’Irlanda del Nord. E’ dunque importante che le chiese e i loro membri riflettano sul futuro della società in cui i loro figli vivranno.

Il documento del JPIT si articola in quattro capitoli che corrispondono ad altrettante sessioni di discussione su questi temi: quale società desideriamo per le generazioni future?; come dovremmo trattare gli altri?; come dovremmo usare le nostre risorse economiche?; come dovremmo prendere le nostre decisioni? Per ogni sessione viene proposto un testo biblico, una riflessione che lo collega alla situazione presente, alcune domande per la discussione, una preghiera finale. L’intento è di promuovere una riflessione il più possibile aperta e partecipata.

Guardando più da vicino il materiale predisposto, la prima sessione “Quale società desideriamo per le future generazioni?” si apre con la citazione di Deuteronomio 4:5-9, un testo sull’ingresso di Israele nel paese di Canaan, la Terra promessa dove “scorre il latte e il miele”. Al testo segue questo commento: “Qualunque sia la promessa di prosperità fatta nel passato, questa potrà realizzarsi solo se il popolo abbraccerà leggi e principi che daranno forma alla giustizia, alla verità, alla compassione e all’inclusione di tutti.  Il fatto di essere semplicemente arrivati alla destinazione desiderata non è sufficiente; la prosperità si fonda su principi e azioni. Allo stesso modo, il nostro futuro non dipende semplicemente dalla decisione presa con un referendum, ma dal tipo di società che vogliamo costruire insieme”.

Ogni gruppo di discussione è invitato a scrivere una propria preghiera che verrà raccolta e pubblicata sul sito del JPIT.

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