Dopo gli annunci di Abdel Fattah al Sisi ora è giunto anche il parere favorevole dell’organismo presieduto dal Gran Mufti incaricato di dirimere dubbie e controversie riguardo i precetti coranici e la loro applicazione. Entro il 2018 verrà costruita in Egitto la più grande chiesa copta del paese.

Il presidente in carica lo ha reso noto al pubblico nei giorni scorsi, durante i festeggiamenti per il Natale copto ortodosso che si sono svolti al Cairo. Verrà costruita nella nuova grande area che andrà a ospitare i nuovi quartieri della capitale, e verrà innalzata contemporaneamente alla più grande moschea della nazione. Due opere faraoniche per un faraonico progetto urbanistico che vedrà coinvolti anche gli uffici del governo e le sedi delle istituzioni politiche, che verranno tutte trasferite nella nuova area.

La comunicazione è avvenuta all’interno della cattedrale copta del Cairo, prima volta storica per un leader del paese delle piramidi alle celebrazioni solenni cristiane. Pochi giorni dopo è arrivato come detto il lasciapassare dell’organo religioso, interpellato più volte in questi anni da al Sisi al fine di evitare derive estremiste e letture forzosamente violente del Corano. I teologi ribadiscono come l’islam sostenga le leggi civili che promuovono l’eguaglianza fra i cittadini, per cui culla osta alla creazione di un luogo di culto valido per i cittadini di fedi differenti.

Il presidente si è anche impegnato pubblicamente a ricostruire tutti gli edifici religiosi distrutti o danneggiati dagli sconti dell’estate 2013, durante i mesi concitati della deposizione dell’ex presidente Mohammed Morsi.

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