Un Playmobil all’Eliseo. A portare fin nelle stanze più prestigiose di Francia la piccola statuina raffigurante Martin Lutero, creata dalla celebre azienda tedesca Geobra Brandstatter per rendere omaggio ai 500 anni della Riforma protestante ( e divenuto il personaggio più venduto nella storia del marchio) è stato François Clavairoly, presidente della Federazione protestante di Francia, lo scorso fine settimana, nel corso dell’incontro con il presidente francese François Hollande, e con gli altri responsabili di culto del paese, per il consueto scambio di auguri di inizio anno. Incontro che in questo inizio di 2017 ha assunto toni che sono andati al di là della prassi, un po’ a causa dei tragici attentati che hanno sconvolto la Francia negli ultimi 12 mesi (Nizza e Saint-Étienne-du-Rouvray su tutti), e in parte perché l’attuale inquilino di rue Saint-Honoré 55 fra pochi mesi terminerà il proprio settennato, che verrà ricordato purtroppo soprattutto per le vittime sofferte sul proprio suolo.

Il gradito omaggio è stato per l’appunto l’occasione per ricordare le celebrazioni appena avviate per i 500 anni dall’affissione delle tesi da parte del monaco agostiniano, episodio con cui convenzionalmente si da il via all’epoca della Riforma. Hollande ha ricordato gli importanti sforzi messi in atto dal panorama protestante transalpino per promuovere fraterni e solidali momenti di preghiera e azione comune, convinti che solo dal dialogo e dalla reciproca conoscenza possa svilupparsi un rapporto sereno e chiaro fra le parti.

Sono stati soprattutto terrorismo e lotta alla radicalizzazione i temi chiave dell’incontro, e non poteva francamente essere altrimenti. La necessità sentita da tutti i convenuti di proseguire nel seguire momenti di conoscenza e scambio è stata rimarcata anche dal presidente Hollande che ha voluto sottolineare con gratitudine il lavoro messo in atto dalle varie religioni all’indomani degli attentati, nel contribuire a evitare escalation di violenze sociali o etniche. I messaggi sono sempre stati caratterizzati da discernimento e cura dei termini usati ed hanno contribuito a rasserenare il clima. Le imminenti elezioni promettono però in tal senso di smentire quanto appena detto, ma le campagne elettorali vivono purtroppo di slogan e di tinte forti.

Oltre a Clavairoly all’Eliseo erano presenti anche André Vingt-Trios, arcivescovocattolico di Parigi, monsignor Olivier Ribadeau Dumas, portavoce della Conferenza dei vescovi di Francia, il metropolita Emmauel, presidente dell’Assemblea dei vescovi ortodossi transalpini, Dalil Boubakeur, presidente del Consiglio musulmano di Francia (organo che Hollande ha voluto ringraziare in maniera particolare per la capacità di divenire luogo di incontro e pacificazione in una fase in cui non sono mancati pesanti attacchi indiscriminati alla comunità islamica) e rettore della Grande moschea della capitale, il gran rabbino di Francia Haim Korsia e Olivier Wang-Genh, presidente dell’Unione buddista d’oltralpe.

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