Quando passerai attraverso le acque io sarò con te, quando attraverserai i fiumi, non ti sommergeranno; quando camminerai in mezzo al fuoco, non sarai bruciato e la fiamma non ti consumerà
Isaia 43, 2

Gesù, svegliatosi, sgridò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e si fece gran bonaccia. Egli disse loro: «Perché siete così paurosi?
Marco 4, 39, 40

 

Quando dovrai attraversare le acque… quando attraverserai i fiumi… quando camminerai nel fuoco. La cosa che spesso ci stupisce è la disinvoltura con la quale Dio ci preannuncia l’avvento delle avversità a causa dell’evangelo. Ci stupisce, perché forse umanamente ci aspetteremmo un terreno spianato, una corsia preferenziale nel cammino della vita, quale dovuta conseguenza alla nostra adesione al suo piano di salvezza. Niente di tutto ciò! Ne sanno qualcosa i discepoli di Gesù che, chiamati a «passare all’altra riva del lago» si trovarono in preda ad una terribile tempesta nella quale rischiarono la vita. Eppure, anche loro, si erano avventurati in quella traversata notturna per fare un piacere al Maestro, per obbedire ad una sua esplicita richiesta. Perché, adesso, Colui che aveva guarito decine di persone stava lì, a dormire, senza intervenire per salvarli? Forse «non gli importava che perissero?». «E perché Signore», ci chiediamo a volte, «una tale sofferenza, un così grande patimento? Eppure la mia vita è tua, il mio tempo è dedicato a Te». Tutte domande provenienti da una visione miope della fede, in cui io do una cosa a te se tu dai una cosa a me, ed in cui io ti sono fedele solo se tu mi assicuri la tua protezione. Più che un cammino di credenti, questo, sembra una mercificazione delle cose sante, una panacea ad ogni tipo di problema.

Ciò che ci sfugge, però, più di ogni altra cosa è che il Signore desidera farci passare ad un’altra riva per trasformare in meglio le nostre vite; e, soprattutto, che ci chiama a farlo insieme a Lui. Insieme. E lì sì, che il Signore ci difenderà; lì l’Eterno non mancherà di soccorrerci, lì il Maestro sgriderà i venti e separerà le fiamme al nostro passaggio, finché il compito che lui stesso ci ha chiesto di portare a compimento non sarà giunto al termine. Lì, allora, potremo dire «ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede» (2 Tm 4, 7).

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