Un mondo senza armi nucleari

A 71 anni dai bombardamenti nucleari su Hiroshima e Nagasaki, l’appello del Consiglio delle chiese ecumeniche a perseguire il disarmo nucleare

Il 6 e il 9 agosto di 71 anni fa le città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki furono distrutte dalle bombe atomiche mietendo più di 225.000 vittime.

Riferendosi all’anniversario, Peter Prove, direttore della Commissione delle chiese per i problemi internazionali (Ccia) del Consiglio ecumenico delle chiese (Cec), ha commentato: «Pregando per la pace, rivolgiamo il nostro pensiero questa settimana all’annientamento delle due città giapponesi avvenuto 71 anni fa. I bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki hanno infranto le leggi di Dio e dell’umanità ad un livello senza precedenti. Ne derivò un’era di paura globale e sospetto che continua ancora oggi».

Nel 1996 la Corte internazionale di giustizia ha stabilito che tutti gli Stati hanno l’obbligo di perseguire e realizzare il disarmo nucleare. Le armi nucleari minacciano la totalità della vita sul pianeta – ha detto la Corte – e danneggiano gravemente gli interessi delle generazioni future.

L’anno scorso il Cec ha inviato una delegazione presso le due città per onorare le vittime dei bombardamenti, per pregare per la pace, e per sollecitare le nazioni a perseguire il disarmo nucleare.

«Ora una solida maggioranza di paesi in uno speciale Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sta prendendo in considerazione la negoziazione della messa a bando delle armi nucleari. Noi ringraziamo le chiese membro che stanno sostenendo tale linea di azione, i partner della società civile e i governi favorevoli», ha continuato Prove. «Quello che è successo in Giappone 71 anni fa, non deve accadere mai più. I nove stati che possiedono le armi nucleari devono adempiere i loro obblighi ed eliminare i loro arsenali nucleari: è quanto chiedono le sofferenze inflitte su Hiroshima e Nagasaki».

Fonte: Cec

Foto: Di Dan Smith - Opera propria, CC BY-SA 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=11751

 

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