La Chiesa ortodossa russa si ritira dal Concilio panortodosso

Nuove difficoltà per il Conciio, previsto a Creta dal 16 al 27 giugno. Intellettuali ortodossi da tutto il mondo chiedono di non rinviare l'importante appuntamento

Non è bastato mezzo secolo per preparare il Concilio panortodosso, previsto dal 16 al 27 giugno a Creta: ci vuole ancora più tempo, per meglio riflettere e studiare i documenti. E' quello che ha sostenuto il Sinodo della Chiesa ortodossa russa, che si è riunito ieri 13 giugno proprio per deliberare sulla propria partecipazione al Concilio. La decisione è stata di chiedere il rinvio dell'appuntamento, che non si tiene da più di mille anni, a causa – ha dichiarato il capo del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne metropolita Hilarion – delle defezioni già annunciate di alcune Chiese locali: bulgara, georgiana, serba e di Antiochia.

Tutte chiedono di emendare prima alcuni dei documenti che i rappresentanti delle 14 Chiese ortodosse autocefale dovrebbe promulgare a Creta e poi di convocare un nuovo Concilio; richiesta a cui si oppone però il Patriarcato di Constantinopoli, responsabile dell’organizzazione dell’evento.

Ora si attende la risposta del Fanar. Secondo alcuni commentatori, le rivalità tra il patriarca Kirill e Bartolomeo I sono il nodo principale: per i russi, Costantinopoli mira a una egemonia nel mondo ortodosso e sosterrebbe le richieste di creare una Chiesa ucraina indipendente dal Patriarcato di Mosca.

La proposta è quella di «continuare la preparazione del Santo e Grande Concilio, che deve essere vera testimonianza dell’unità della Santa Chiesa», intensificando il lavoro del segretariato panortodosso per studiare soluzioni sui documenti contestati. Contrario Bartolomeo I, «anche perché – ha dichiarato – nessuna cornice istituzionale permette la revisione del processo sinodale già in corso».

Non è chiaro tuttavia il motivo per cui tutte le difficoltà legate alla convocazione del Concilio si siano manifestate così tardi: come ha dichiarato il teologo Vladislav Petrushko, in un intervento sul portale di informazione ortodossa Pravmir.ru e come riporta Asia news, ci sono stati errori nella preparazione stessa dell’appuntamento a Creta, perché non sono state dichiarate in modo aperto e affrontate nel modo adeguato le frizioni tra le comunità e i loro malumori.

«La perdita di reputazione del mondo ortodosso in generale, dopo quanto successo, è molto grande - ha scritto Petrushko - invece di dimostrare la nostra unità, si è venuto a creare un quadro di disaccordo e di inimicizie tra le Chiese. Dal Fanar sono arrivate dichiarazioni sul fatto che al di là di chi parteciperà o meno al Concilio, le sue decisioni saranno vincolanti per tutto il mondo ortodosso. Il Patriarcato di Costantinopoli sta evidentemente oltrepassando il limite accettabile nei rapporti con le altre Chiese e oltre il quale inizia il 'papismo orientale». «Soltanto nel caso che tutte le chiese partecipino al Concilio, le decisioni di quest'ultimo saranno legittime», ha ribadito Hilarion.

Intanto un migliaio di studiosi ortodossi da tutto il mondo ha scritto una lettera aperta alle autorità religiose che dovrebbero riunirsi in Concilio per chiedere di non rinviare l'importante appuntamento. «Sentiamo una profonda preoccupazione per la nostra Chiesa, la cui unità rende la vita nuova in Cristo visibile a tutta l'umanità – si legge nell'appello – Preghiamo che il Consiglio imminente, tanto atteso e così a lungo preparato, porti i frutti dello Spirito, il primo tra cui spicca l'unità pan-ortodosso. Noi crediamo che non ci siano difficoltà insormontabili per iniziare il Concilio, nonostante le questioni importanti sollevate in merito alle bozze dei documenti e degli atti conciliari. Concordiamo anche che ci sono molte altre questioni riguardanti la Chiesa nel XXI secolo che richiederanno un'attenzione del mondo pan-ortodosso. Tuttavia, siamo convinti che il miglior luogo per la risoluzione delle controversie di rilievo oggi, come ai tempi antichi, sia il Concilio stesso».

«Nessuno può aspettarsi che il Concilio risolva tutte le questioni importanti e tutte le controversie giurisdizionali in dieci giorni – prosegue la lettera – Ma speriamo che questo Concilio sia un inizio del processo di guarigione e che possa inaugurare una nuova era di conciliarità globale e di unità. I rappresentanti delle Chiese locali che vogliono mettere a repentaglio il lavoro del Concilio con ulteriori ritardi non dovrebbero intimidire il resto dei leader ortodossi».

Foto By Kremlin.ru, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5850285

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