Perdonare

Rubrica «Parliamone insieme», a cura del pastore Luca Baratto, sono andate in onda domenica 29 maggio durante il «Culto evangelico», la trasmissione di Radiouno a cura della Fcei

Un’ascoltatrice della provincia di Latina ci scrive: «Mi è capitato tante volte di sentir parlare preti e anche pastori del perdono. Dio è immenso e può perdonare ogni cosa, ma tra esseri umani non credo sia la stessa cosa. Come si può perdonare chi ci ha fatto un grave torto o chi ha sconvolto la vita di altre persone senza magari aver mai chiesto scusa? Dio perdona… ma noi esseri umani come potremmo compiere un gesto che sembra sovrumano?».

Sono molti i passi della Bibbia in cui si parla di perdono. Quando Pietro, credendo di dare un esempio di magnanimità, chiede a Gesù: «Se una persona mi offende io quante volte devo perdonarla, fino a sette volte?», Gesù gli risponde: «Fino a settanta volte sette».  Non è dunque una questione semplice. Ognuno di noi può verificare quanto sia difficile avvicinarsi a chi ci ha offeso o ferito, quanto sia difficile superare sofferenze, rancori, inimicizie, tanto nelle piccole quanto nelle grandi cose, perché una ferita, grande o piccola che sia, brucia in ogni caso.

C’è però la storia di una grande ferita dell’umanità che può essere esemplare. È l’esperienza del Sud Africa, di uno stato in cui, dopo anni di segregazione razziale, di negazioni di diritti, assassini, incarcerazioni e soprusi operati da una piccola minoranza contro la grande maggioranza della popolazione, è stata istituita una Commissione per la Verità e la Riconciliazione il cui scopo era la ricostruzione di una comunità solidale.

L’idea era quella che solo la verità su ciò che era avvenuto e sulle responsabilità di ogni singolo individuo poteva aprire la strada a una pacificazione. Per noi, spesso, il perdono è l’espressione di una bontà d’animo individuale, qui invece ci viene detto che esso è reso possibile dalla ricerca della verità. Innanzitutto, con la ricerca della verità dei fatti: il merito più grande della giustizia non dovrebbe essere visto nella possibilità di condannare una persona – alla pena di morte, all’ergastolo o a quant’altro – ma nella possibilità che essa offre di scoprire la verità, ciò che è successo, chi ha commesso una violenza e perché. Ma la verità dei fatti non basta, è necessario esplorare un altro tipo di Verità, quella con la «v» maiuscola, che consiste nello scoprire che cosa guida e dirige la nostra vita: è il desiderio di vendetta, è la sofferenza, è la speranza, è la storia e la vita di Gesù Cristo? Anche questa è una verità essenziale che la nostra coscienza deve scoprire. Gesù ha detto, la verità vi farà liberi, e una persona libera può essere abbastanza forte per poter perdonare.

Foto: kaspiic, ©iStockPhoto