Presentato alla Camera dei Deputati il V Rapporto sulle confessioni religiose e la Tv

Negro: «La società e l’informazione italiana devono porsi oggi di fronte a una sfida nuova»

Presentato ieri in conferenza stampa presso la Camera dei Deputati il rapporto relativo alla ricerca di “Critica Liberale” sulla presenza delle confessioni religiose nelle televisioni e sui telegiornali. Alla conferenza stampa era presente anche il presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), pastore Luca Maria Negro. I dati emersi, seppur parziali, ricavati dall’analisi dei tre canali principali delle reti Rai, Fininvest e La7 con relativi telegiornali, «dimostrano anche quest’anno – ha dichiarato il presidente Fcei – quanto il pluralismo religioso sia poco rappresentato in televisione, soprattutto dal servizio pubblico nazionale, che dovrebbe garantirne la presenza. L’Europa nasce pluralista sul piano religioso e culturale e l’Italia sta scoprendo questa complessità e deve misurarsi con nuovi interrogativi posti dalla presenza di comunità di fede diverse da quella storicamente maggioritaria». «Il sistema dell’informazione – ha proseguito Negro – fatica ad assumere questa dimensione, al plurale, che sarebbe fuorviante definire novità; spesso l’informazione fatica anche a cogliere la complessità di scelte e orientamenti che pure si esprimono all’interno del mondo cattolico nel suo complesso. La società italiana e con essa il mondo dell’informazione devono porsi di fronte a una sfida nuova».

Sui criteri della ricerca, sostenuta anche quest’anno dall’otto per mille delle chiese metodiste e valdesi, è intervenuto Enzo Marzo, direttore di “Critica Liberale”: «Dal 1 settembre 2014 al 31 agosto 2015 abbiamo analizzato tutte le edizioni dei telegiornali, tutti i programmi a carattere religioso, le rubriche, gli eventi religiosi, le produzioni televisive, le opere cinematografiche e i documentari di argomento religioso o con soggetti confessionali tra i protagonisti. Escludendo le trasmissioni che spesso si occupano di fenomeni straordinari legati alla fede e quelle in cui l’attinenza alle questioni religiose sia incidentale. I dati relativi alla presenza delle confessioni diverse dalla cattolica sono allarmanti: su un totale di 253 presenze di esponenti religiosi in programmi di attualità abbiamo registrato, per fare solo un esempio, solo due presenze di esponenti delle chiese evangeliche». Alla conferenza stampa erano presenti anche l’avvocato Mario di Carlo, esponente della Consulta sulla laicità e i parlamentari Pia Locatelli, Giuseppe Civati e Andrea Maestri. Per info: www.criticaliberale.it.

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