La gioia del mondo luterano per la visita di papa Francesco alla comunità di Roma

L’incontro si è svolto all’insegna del dialogo ecumenico ed è culminato nella celebrazione congiunta di un culto

Si è svolto all’insegna della cortesia non certo di facciata e dell’affetto sincero l’incontro fra la comunità luterana di Roma e papa Francesco, che ieri domenica 15 novembre ha visitato la chiesa luterana della capitale, in via Sicilia, terzo pontefice a farlo dopo Wojtyla nel 1983 e Ratzinger nel 2010.

Anche in questa occasione, così come avvenuto nella recente visita al Tempio valdese di Torino, Bergoglio non si è sottratto ad un’assunzione di responsabilità per i fatti del passato, che in questo caso ha assunto però i toni di un sollecito per un reciproco perdono: «Ci sono stati tempi brutti fra di noi. Pensate alle persecuzioni fra noi, con lo stesso battesimo, pensate a tanti bruciati vivi: dobbiamo chiederci perdono di questo, dello scandalo della divisione, perché tutti luterani e cattolici, siamo in questa scelta, non in altre scelte: la scelta del servizio come lui ci ha indicato essendo servo del Signore».

«I volti radiosi e pieni di gioia di tutti coloro che gremivano la chiesa hanno espresso più e meglio di ogni parola il sentimento dei luterani per la visita del Pontefice», ha affermato Jens-Martin Kruse, pastore della comunità della Capitale, nel suo caloroso saluto di benvenuto.

L’incontro si è svolto, così, in un clima fraterno, con un primo momento riservato agli interventi del pubblico cui è seguita la celebrazione di un culto congiunto.

Francesco ha risposto volentieri alle domande dei presenti, anche quando queste hanno messo il dito nella piaga delle diatribe teologiche, con riferimento particolare alla questione eucaristica: quando una donna di fede luterana, sposata ad un cattolico romano, gli ha chiesto quali siano i passi che si possono compiere per giungere finalmente ad una comunione su questo punto che divide i cristiani anche all’interno delle famiglie Bergoglio ha risposto: « E’ vero che in un certo senso condividere è dire che non ci sono differenze fra noi, che abbiamo la stessa dottrina – sottolineo la parola, parola difficile da capire – ma io mi domando: ma non abbiamo lo stesso battesimo? E se abbiamo lo stesso battesimo dobbiamo camminare insieme. Lei è una testimonianza di un cammino anche profondo perché è un cammino coniugale, un cammino proprio di famiglia, di amore umano e di fede condivisa. Abbiamo lo stesso battesimo…. Sempre fate riferimento al battesimo: “Una fede, un battesimo, un Signore”, così ci dice Paolo, e traetene le conseguenze. Parlate col Signore e andate avanti. Non oso dire di più».

Particolarmente emozionante è stato il pensiero rivolto alle vittime degli attentati di Parigi con l’invocazione al Signore affinché ne accolga le anime nel suo Regno e dia forza ai loro familiari.

«Siamo grati alla Comunità luterana di Roma per gli sforzi profusi nel rendere possibile questo importante evento che conferma la rilevanza dell’impegno ecumenico e dimostra come gli elementi in comune tra la Chiesa Luterana e la Chiesa Cattolica Romana siano decisamente più importanti delle differenze pur esistenti – ha detto Christiane Groeben, presidente del Sinodo della Celi ( la Comunità evangelica luterana in Italia) – E’ stata una bellissima giornata e sono rimasta particolarmente colpita da due gesti di Papa Francesco: quando ha affermato che “dobbiamo chiederci perdono per lo scandalo della divisione” tra cattolici e luterani e quando ha omaggiato la comunità di Roma con un calice della Santa Cena dall’alto valore simbolico».

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