Accogliere nei prossimi cinque anni 50.000 profughi siriani

È la richiesta fatta da 84 vescovi della Chiesa d’Inghilterra al Governo britannico

Più di 80 vescovi della Chiesa d’Inghilterra hanno invitato il Governo britannico ad accogliere nei prossimi cinque anni almeno 50.000 profughi siriani.

Guidati dal vescovo di Durham, Paul Butler, i leader religiosi hanno affermato che l’attuale proposta del Primo Ministro, David Cameron, di ospitare 20.000 in cinque anni non è abbastanza coraggiosa.

Descrivendo la situazione in Siria come «una delle più grandi crisi di rifugiati mai registrate», gli 84 vescovi sostengono che «una crisi morale di questa portata chiama ciascuno e tutti noi a giocare la nostra parte».

I vescovi hanno anche chiesto al Governo di istituire un’organizzazione nazionale di accoglienza sul modello del lavoro svolto con successo durante le precedenti crisi di rifugiati avvenute negli anni 1950 e 1970.

Il vescovo Butler ha detto: «La crisi di profughi è un’opportunità per noi, come paese, e per il nostro continente. L’opportunità davanti a noi è di elevarci al di sopra del mero interesse personale per abbracciare le parti più alte della nostra umanità».

Pur riconoscendo l’importante impegno finora preso da Cameron e dal suo governo attraverso il programma di reinsediamento dei rifugiati, Butler ha sottolineato l’urgenza di una risposta ancora più coraggiosa a questa crisi che vede costrette sempre più persone a fuggire dalla loro terra e dalle loro case. «Più i combattimenti si intensificano, più grande diventa la miseria umana, mentre la risposta del governo sembra sempre più inadeguata a soddisfare la portata e la gravità del problema. Vi è un dovere morale ad agire urgentemente e noi, come vescovi, ci offriamo a fare la nostra parte accanto ad altri soggetti della società civile».

Tra i firmatari vi è anche la prima donna vescovo, Libby Lane, vescova di Stockport, insieme a Ruth Worsley, vescova di Taunton, Alison White, vescova di Hull, e Anne Hollinghurst, vescova di Aston.

Investiti dai crescenti flussi di profughi provenienti non solo dalla Siria, i paesi dell’Unione Europea stanno dando differenti risposte alla crisi migratoria. L’Ungheria, ad esempio, lo scorso fine settimana ha chiuso la sua frontiera con la Croazia, scatenando rabbia e angoscia in coloro che tentano di attraversare il confine. Il premier ungherese Viktor Orban ha espresso l’intenzione di erigere a scopo preventivo una barriera preventiva anti-immigrati anche alla frontiera con la Romania. Intanto la Slovenia si prepara a utilizzare l’esercito per affrontare l’afflusso di profughi.

Fonte: Christian Today

Foto "David Cameron (cropped)" by Toms Norde, Valsts kanceleja. Licensed under CC BY-SA 2.0 via Wikimedia Commons.

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