L’esperienza dell’afflizione nella vita di un credente

Un giorno una parola – commento a Romani 5, 3-4

Il Signore ha dato, il Signore ha tolto; sia benedetto il nome del Signore
Giobbe 1, 21

Sappiamo che l’afflizione produce pazienza, la pazienza esperienza, e l’esperienza speranza.
Romani 5, 3-4

Queste affermazioni non sempre sono accolte con gioia perché, come sottolineava Giovanni Calvino, la tribolazione porta una gran parte dell’umanità a mormorare contro Dio, e anche a bestemmiarlo. Però vorrei leggere queste parole dell’apostolo Paolo al di là di tutto quel bagaglio di cultura religiosa che ha insegnato che proprio la sofferenza deve essere accolta con pazienza perché ci purifica dai nostri peccati. Vorrei in tal modo porre attenzione al vivere come cristiani, oggi.

Dunque, vi è afflizione nella vita del credente. Si tratta di una situazione determinata dalla sequela di Gesù. Il Signore non ha garantito serenità e pace ai propri discepoli, ma avrete tribolazione! La cristianità del nostro tempo non è più capace di vivere in questa condizione, anzi essa cerca di evitare ogni dolore a causa dell’Evangelo perché, come scriverà Bonhoeffer, ha ridotto il vangelo solamente alla consolazione di una fede a buon mercato.

L’afflizione produce pazienza, oppure perseveranza. Se vi è afflizione, il credente non è bloccato da essa nel suo impegno nell’operare per la pace e giustizia nel mondo; egli prosegue con forza e umiltà perché il suo è un combattimento contro le forze della malvagità. Egli persevera pazientemente nel proprio cammino di testimone della luce in un secolo di profonde tenebre ove la verità è uccisa dalla menzogna e l’amore dall’odio. Egli non si ferma con lamenti e pianti, ma segue il proprio Signore confidando nella Sua vittoria.

Tutto ciò è un’importante esperienza di vita. L’apostolo Paolo affermerà alla chiesa in Tessalonica, che Dio ci ha destinati ad ottenere salvezza per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo (1 Tessalonicesi 5, 9). Esperienza di una vita rinnovata ogni giorno e sostenuta dalla speranza di essere al seguito del nostro Signore Gesù. Una esperienza non di tribolazione e di affanni, ma di nuova gioia nel Signore il quale ha cura dei suoi figli e figlie e li guida anche attraverso la valle dell’ombra della morte (Salmo 23).

Foto di Alexander Boden, Licenza CC BY-SA 2.0,  via Flickr

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