La Casa di riposo Caprotti-Zavaritt a Gorle (Bg) celebra 30 anni di attività

L’istituzione, inserita in un vasto parco, è un’opera diaconale della Chiesa valdese di Bergamo 

«Carità, sentimento animatore di questa opera umanitaria. Carità non è elemosina, è amore disinteressato che nulla chiede, nemmeno riconoscimento di merito». Con queste parole il pastore Neri Giampiccoli, in occasione dell’inaugurazione della Casa di riposo Caprotti-Zavaritt, celebratasi il 19 ottobre 1985, descriveva alle varie personalità presenti lo spirito intrinseco di questa nuova opera diaconale della Comunità cristiana evangelica di Bergamo.

A 30 anni da quella data, domenica 18 ottobre 2015, la Casa di riposo celebrerà l’importante traguardo con una grande festa, dedicata agli ospiti e a tutta la comunità bergamasca.

La Casa di riposo nasceva grazie al lascito del 1980 della famiglia Caprotti, legata da amicizia alla Comunità cristiana evangelica di Bergamo. In quello stesso anno Enrica Zavaritt donava alla Tavola valdese la sua villa di Gorle, con il vasto parco, dove già sorgeva l’Istituto di accoglienza per ragazze orfane o comunque bisognose di aiuto. Oggi la Residenza sanitaria assistenziale (Rsa), opera diaconale della Chiesa valdese di Bergamo, è amministrata da un Comitato di gestione nominato dal Consiglio di chiesa e dispone di 62 posti per ospiti residenti, con 50 camere tra singole e doppie.

«Nel corso di questi trent’anni la struttura ha fatto dei passi notevoli all’interno del mondo sociosanitario – ci dice la dott.ssa Adriana Belotti, direttore generale della Casa di riposo Caprotti-Zavaritt –. Siamo passati da una struttura che ospitava prevalentemente persone autosufficienti ad una struttura che offre servizi socioassistenziali a persone con disabilità, dando risposte più mirate alle reali necessità dell’utenza. Dal 2008, la Casa offre anche la possibilità di avvalersi dei servizi di ospitalità del Centro diurno integrato (Cdi), per 30 posti accreditati, dedicati a persone anziane con vario grado di non autosufficienza che, pur continuando a vivere in casa propria, desiderano trascorrere la giornata in una struttura che consenta loro di usufruire di vari servizi socio-assistenziali. Di recente poi sono stati implementati nuovi servizi, quali la “residenzialità leggera”, che offre interventi e prestazioni a persone fragili che necessitano di un ambiente protetto e la «Residenza sanitaria assistenziale aperta», che prevede interventi sociosanitari sia presso la casa di riposto sia a domicilio».

Un bilancio positivo, dunque, che sarà celebrato con un momento di festa. «Con la giornata del 18 ottobre – prosegue la dott.ssa Belotti – vogliamo dare evidenza a quanto è stato fatto finora, mostrando alla cittadinanza il grande lavoro che la struttura sta portando avanti. Non tralasceremo dunque di ricordare come è nata la struttura e quali sono i suoi obiettivi fondanti, tra cui vi è soprattutto quello di mettere al centro di ogni intervento la persona».

Tanti i progetti in cantiere. «La sfida che ci attende nel prossimo futuro – ci spiega Belotti – è quella di conciliare la nostra missione diaconale con le difficoltà dell’attuale contesto economico. Vogliamo continuare ad offrire il nostro servizio, prestando profonda attenzione al rispetto del prossimo, all’ascolto delle sue esigenze e soprattutto alla gestione dei rapporti interpersonali ispirata allo spirito cristiano di amore fraterno. Siamo orgogliosi che la nostra struttura sia da tutti riconosciuta come un luogo che eroga servizi di buona qualità».

Questa opinione è confermata da Winfrid Pfannkuche, pastore della chiesa valdese di Bergamo: «La struttura funziona molto bene, è ben gestita grazie alle professionalità presenti al suo interno, e questo è motivo di grande soddisfazione per la locale chiesa valdese. Evangelicamente questa istituzione rappresenta un po’ l’oste della parabola del samaritano, che accoglie e rende concreta la possibilità di dare aiuto. Senz’altro la casa di riposo rappresenta una grande occasione di predicazione, di presenza sul territorio, e di testimonianza dell’amore verso il prossimo. Ci sono ancora tante potenzialità da valorizzare, come il grande parco che potrebbe essere utilizzato, offrendo ulteriori servizi alla cittadinanza».

Sono dunque molti i motivi per celebrare i 30 anni della Casa di riposo Caprotti-Zavaritt. Il ritrovo sarà alle 15 di domenica 18 ottobre presso la struttura di Gorle, in via Arno 14, dove l’ingegner Eric Luchsinger, presidente del Comitato di gestione, darà il benvenuto ai partecipanti. Seguirà la visita della struttura, durante la quale sarà possibile conoscere da vicino come si svolge la giornata degli ospiti, le varie aree a loro disposizione, i servizi e le prestazioni alberghiere e socio-assistenziali disponibili. La festa entrerà poi nel vivo con il concerto del complesso polisinfonico Legictimae Suspicionis, diretto dal maestro Donato Giupponi e con l’esibizione del gruppo Monster Country, che proporrà uno spettacolo coinvolgente di danze. La giornata si concluderà con un rinfresco offerto ai presenti.

Foto: la Casa di riposo Caprotti-Zavaritt
 

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