Richiedenti asilo a Villar Pellice: si discute la "fase due"

Un incontro alla Crumière tra una parte della giunta del Comune di Pinerolo, i migranti e la diaconia valdese ha iniziato a delineare alcuni dei prossimi passi da fare per l'integrazione fattiva degli ospiti della struttura

Il vicesindaco di Pinerolo, Gian Piero Clement, accompagnato dalle assessore Agnese Boni e Roberta Falzoni, ha fatto visita venerdì scorso agli ospiti della Crumière di Villar Pellice, approfittando dell'occasione per incontrare i responsabili del progetto di accoglienza.

Un incontro istituzionale, pensato per portare ai richiedenti asilo un concreto segnale di apertura da parte di tutto il territorio pinerolese e informare come le opportunità di integrazione, tramite cultura e sport, siano a portata di mano e disponibili per tutti.

«Ora che queste persone hanno iniziato ad ambientarsi – ha spiegato Gian Piero Clement – sicuramente vorranno sapere dove si trovano; abbiamo voluto far sapere loro che il territorio è vasto e ricco di attività aperte alla popolazione, e anche a loro. Inoltre era nostra intenzione incontrare i responsabili della diaconia per discutere della seconda fase dell'inserimento dei richiedenti asilo nel tessuto locale.

L'idea è quella di proporre una politica di restituzione dell'ospitalità ricevuta. Non quindi lavoro vero e proprio, anche perché la legge non lo permette, ma forme di volontariato, presso pubblici e privati, che possa impiegare in modo proficuo il tempo di queste persone».

Questa volontà di collaborazione risulta naturale data la già consolidata esperienza che esiste tra la diaconia e il comune di Pinerolo: basti pensare ai progetti a supporto dei giovani, o delle persone affette da autismo. Si tratta solo di aggiungere un tassello a questo mosaico.

Ne è convinto anche Marco Armand Hugon, del Coordinamento Opere Valli: «I richiedenti asilo non hanno intenzione di vivere di assistenza e carità, ma hanno voglia di fare, di rendersi utili, quindi in un certo senso la cosa parte direttamente da loro: già ora cucinano, ristrutturano e si adoperano per mantenere la struttura in cui risiedono in ordine e funzionante. Con il comune di Pinerolo si tratta di formalizzare l'attività e dare il via ad una nuova collaborazione che possa essere soddisfacente per tutti».

L'incontro di Villar Pellice non è stato comunque pensato per risolvere esclusivamente il caso specifico. Il vicesindaco Clement non nasconde infatti un certo bisogno di trovarsi pronto per tempo con politiche e protocolli di integrazione ben collaudati in caso dovessero giungere altri profughi, eventualità da considerarsi altamente probabile data la situazione internazionale.

Secondo Armand Hugon, tuttavia «il problema dell'accoglienza è squisitamente politico. Tutti si devono sentire coinvolti: comuni, chiese, centri culturali e sportivi, nessuno si deve sentire escluso e nessuno deve essere l'unico a sobbarcarsi tutta la responsabilità. Ai bandi della prefettura possono partecipare tutti, ed è proprio la politica che deve dire cosa può accadere sul territorio. La risposta, semplice, è alla domanda circa quante persone possono essere accolte in una determinata area geografica, nell'ottica di offrire un'accoglienza mirata ed un funzionale spazio di servizio. Tutti i comuni devono essere coinvolti, in special modo quelli senza progetti Sprar».

L'incontro si inserisce in un più ampio contesto operativo attraverso il quale gli enti locali pinerolesi cercano di affrontare la questione dell'accoglienza. D'altro canto era stata la stessa assessora regionale all'integrazione Monica Cerutti, dopo il colloquio con la sindaca di Villar Pellice Lilia Garnier a caldeggiare una collaborazione. «È importante - aveva detto - che vengano avviate progettualità che coinvolgano i richiedenti asilo e che siano elaborate non solo sul comune di Villar Pellice, ma anche su centri più grandi come Pinerolo. Quelle che vanno messe in campo sono azioni concrete che siano in grado di superare le conflittualità ed eventuali preoccupazioni di ordine pubblico».

È possibile ascoltare le dichiarazioni di Gian Piero Clement e Marco Armand Hugon direttamente sul sito di Radio Beckwith.

Foto Rbe