Uccisi sette avventisti in Camerun

I miliziani di Boko Haram imperversano nelle zone al confine con Nigeria e Ciad

Fonte Notizie Avventiste

Sette credenti avventisti sono stati uccisi in un attacco notturno nel nord del Camerun. È la più grave perdita per la chiesa cristiana avventista del settimo giorno da quando, circa cinque anni fa, i militanti di Boko Haram hanno iniziato la lotta violenta nel paese africano.

Il 17 settembre, alle ore 22, uomini armati sono entrati nel villaggio di Aïssa Harde, a 11 chilometri a est di Mora, capoluogo regionale, Hanno fatto irruzione nelle case e ucciso almeno nove persone, tra le quali i sette avventisti. Richard Hendjena, responsabile della chiesa cristiana avventista nel nord del Camerun, ha diffuso la triste notizia. Gli aggressori, non identificati, hanno anche bruciato i negozi e causato notevoli danni materiali.

Anche se non è stato ancora rivendicato, si pensa che il sanguinoso attacco sia da attribuire a Boko Haram, che continua a mietere vittime nella zona di confine tra Camerun, Ciad e Nigeria. Infatti, il raid segue il modello del gruppo estremista che ha iniziato a sferrare attacchi in Camerun anche epr rispondere alla decisione del paese di unire le forze con le nazioni vicine per contrastare i miliziani.

Secondo le organizzazioni per i diritti umani, Boko Haram ha ucciso oltre 400 persone in Camerun, dallo scorso anno, e migliaia negli altri paesi. Tra le vittime anche sei avventisti morti in Nigeria all’inizio di quest’anno, nell’attacco a Maiduguri, capitale dello stato federale di Borno.

Aïssa Harde era un villaggio fantasma il giorno dopo il violento attacco, perché le famiglie in preda al panico avevano raccolto i loro beni ed erano fuggite.

“La chiesa cristiana avventista del settimo giorno è in lutto per questa ulteriore grave perdita”, ha affermato Richard Hendjena che ha chiesto alle chiese nel mondo di pregare per le famiglie delle vittime e per quanti vivono in queste zone diventate pericolose.

“Vi chiediamo di ricordarvi degli abitanti di Aïssa Harde e delle altre località nelle vostre preghiere”, ha affermato Hendjena, “Non è facile vivere in un tale clima di insicurezza”. 

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