Senato. Perplessità della Commissione diritti umani sulle direttive Ue per richiedenti asilo

Aquilante: «I migranti sono una parabola vivente che interpella le coscienze»

Martedì 30 giugno, si è tenuta a Roma, presso la Sala Nassirya di Palazzo Madama, la conferenza stampa “Sbarre invece di quote: non si può”, promossa dalla Commissione diritti umani del Senato e presieduta da Luigi Manconi, con la partecipazione del presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), pastore Massimo Aquilante, del direttore della Caritas Italiana, monsignor Francesco Soddu, del direttore progetti del Centro Astalli, Bernardino Guarino, e del responsabile area immigrazione della presidenza nazionale Acli, Antonio Russo. Al centro della preoccupazione dei presenti, il parere che il Parlamento italiano dovrà dare sullo schema di decreto legislativo che attua le due direttive europee sull’accoglienza dei richiedenti asilo e sulle procedure per l’accesso alla protezione internazionale. “Nel testo – ha spiegato Manconi - è previsto in alcuni casi il trattenimento di richiedenti asilo nei centri di identificazione e di espulsione fino a dodici mesi. Intanto, il Consiglio europeo sta valutando la realizzazione in Italia di strutture in cui l’identificazione dei migranti appena sbarcati verrà svolta dai funzionari di diverse agenzie dell’Ue. In questi stessi centri – ha proseguito Manconi – è prevista, inoltre, la detenzione fino a un massimo di 18 mesi, nel caso in cui non sussistano i presupposti per l’accesso alla richiesta di asilo. Queste misure preoccupano la Commissione diritti umani del Senato, in quanto rappresentano un grave passo indietro; per questo motivo – ha concluso Manconi – stiamo redigendo un testo congiunto per sensibilizzare i politici e l’opinione pubblica su questi temi.”

Il presidente Aquilante ha ricordato: «Per la Fcei quello delle migrazioni è indiscutibilmente un ambito prioritario di impegno: un vero e proprio banco di prova della testimonianza di chiese cristiane all’annuncio dei ‘nuovi cieli e nuova terra’ di Dio. E’ evidente – ha proseguito Aquilante – che siamo mossi da motivazioni di fede, ma nel nostro impegno non smarriamo il ‘senso laico’ del nostro lavoro. I migranti che sbarcano a Lampedusa o si accampano a Ventimiglia sono una parabola vivente, in carne ed ossa, analoghe alle parabole di Gesù nei vangeli: interpellano le coscienze, mettono di fronte a un giudizio, chiamano a un ravvedimento profondo, risvegliano il senso morale e civile, oltre che spirituale». Aquilante ha sottolineato quanto i risultati del recente vertice dell’UE siano stati non solo deludenti, ma «gravi per tre ragioni: non una parola sull’accordo di Dublino; nessun impegno sulla distribuzione di richiedenti asilo in Europa; il generico impegno a contrastare anche militarmente il traffico di rifugiati». Su un punto in particolare Aquilante ha voluto soffermarsi: «Ciò che più colpisce è la distinzione tra ‘migranti economici’ e ‘richiedenti asilo’, no agli uni, sì agli altri». Il presidente Aquilante ha infine citato l’impegno della Fcei attraverso il progetto Mediterranean Hope che prevede un Osservatorio sulle migrazioni a Lampedusa, una Casa delle culture a Scicli (Rg), un relocation desk a Roma e il progetto di Corridoi umanitari in Marocco, costruito e ideato insieme alla Comunità di Sant’Egidio.

Foto "Palazzo Madama - Roma" di Francesco Gasparetti dal Senigallia, Italy - Flickr. Con licenza CC BY 2.0 tramite Wikimedia Commons.

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