Approvato lo Statuto della Città metropolitana di Torino

Muove i primi, timidi, passi l’ente che sostituisce la Provincia

180 comuni favorevoli allo Statuto, 17 astenuti, 3 contrari. Questo il risultato della votazione avvenuta nella scorsa settimana su quello che è considerato il primo passo, fondamentale, della Città metropolitana di Torino, l’ente che ha sostituito la Provincia nell’amministrare il territorio.

Il territorio però comprende 316 Comuni, quindi molti di essi non si sono presentati alla votazione. Questo è sicuramente un dato che fa riflettere. La val Pellice si è comportata come la maggior parte delle altre zone: a votare sono andati i sindaci di Angrogna, Rorà, Villar Pellice, Bricherasio e Bibiana. «Abbiamo votato tutti favorevoli allo Statuto», ci spiega Lilia Garnier, sindaca di Villar Pellice.

La paura, da parte dei territori periferici quali quelli delle Valli valdesi, è di vedere accentrato sul capoluogo e sull’immediata cintura il massimo interesse del nuovo ente con l’investimento in questi luoghi di infrastrutture e fondi per i vari ambiti. «Diciamo – continua Garnier – che con la creazione delle “zone omogenee” c’è qualche possibilità in più per lo sviluppo delle aree periferiche come le nostre: ma tutto sta nei futuri regolamenti e in chi ci rappresenterà come Pinerolese in Città metropolitana». Già perché insieme allo Statuto è stata anche adottata l’articolazione territoriale della Città metropolitana in undici Zone omogenee, ciascuna delle quali guidata dall’assemblea dei sindaci. Le Zone omogenee sono: Torino, Amt Ovest, Amt Sud, Amt Nord, Pinerolese, Valli Susa e Sangone, Ciriacese-Valli di Lanzo, Canavese Occidentale, Eporediese, Chivassese e Chierese-Carmagnolese. La zona 5, quella del Pinerolese, comprende i Comuni di Airasca, Angrogna, Bibiana, Bobbio Pellice, Bricherasio, Buriasco, Campiglione Fenile, Cantalupa, Cavour, Cercenasco, Cumiana, Fenestrelle, Frossasco, Garzigliana, Inverso Pinasca, Luserna S. Giovanni, Lusernetta, Macello, Massello, Osasco, Perosa Argentina, Perrero, Pinasca, Pinerolo, Piscina, Pomaretto, Porte, Pragelato, Prali, Pramollo, Prarostino, Roletto, Rorà, Roure, Salza di Pinerolo, San Germano C., San Pietro Val Lemina, San Secondo di P., Scalenghe, Torre Pellice, Usseaux, Vigone, Villafranca Piemonte, Villar Pellice e Villar Perosa e conta 132.000 abitanti per 1302 chilometri quadrati, la zona più estesa e sicuramente variegata sotto diversi punti di vista.

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«Per problemi urgenti da risolvere agli impianti sportivi comunali non ho potuto partecipare alla votazione – dice Duilio Canale, sindaco di Luserna San Giovanni – il territorio si è espresso favorevolmente. Un dato di fatto è che la montagna e le zone periferiche vengono prese in considerazione e l’attenzione non è tutta concentrata su Torino e prima cintura».

Lo Statuto definisce principi ispiratori, obiettivi strategici e regole di funzionamento della nuova istituzione metropolitana. Il documento norma anche le procedure e modalità per l’adozione – con il voto vincolante dei sindaci – degli atti fondamentali dell’Ente, quali il Piano strategico triennale, il Piano territoriale generale e il bilancio. «È molto importante – ha dichiarato infine il sindaco metropolitano Piero Fassino– che lo Statuto sia stato adottato a larghissima maggioranza, con il voto favorevole del 90% dei Comuni presenti, a conferma del buon lavoro di elaborazione collettiva realizzato in questi mesi e della volontà di tutti i sindaci di lavorare insieme per il miglior successo della Città metropolitana. Adesso si tratta di mettersi subito al lavoro per far decollare la nuova istituzione e corrispondere alle aspettative dei cittadini».