Val Germanasca, riapre Scopriminiera

In alta valle a Prali c'è uno degli ecomusei più caratteristici del Piemonte. Questo weekend riapre i battenti con la nuova stagione. Ma la Regione non l'ha inserito nei percorsi dell'Expo

Come ogni anno, nel mese di marzo riaprono al pubblico le miniere della Val Germanasca. Domenica 15 marzo, l’Ecomuseo delle Miniere di Prali [http://www.scopriminiera.it/index.php], a 70 km da Torino, nel cuore delle Valli Valdesi, riprende l’attività di visite guidate ai sotterranei delle miniere del talco.

Domenica mattina i cancelli delle miniere Paola e Gianna riapriranno i battenti ed i quasi 4 chilometri di gallerie e cunicoli si presenteranno al pubblico offrendo la possibilità di scelta fra due proposte differenti, alternative o, se si preferisce, complementari. Dal 2014 sono infatti a regime entrambi i tour di visita, per bambini ed adulti, ma con percorsi, tematiche, durata e modalità di fruizione differenti.

«Con il percorso “ScopriAlpi”, nella miniera Gianna, offriamo uno spettacolare viaggio nello spazio e nel tempo, nei sotterranei della miniera dal punto di vista della storia geologica delle nostre Alpi Cozie e di come la faglia europea si scontrò milioni di anni fa con la faglia africana – ci spiega Luca Genre, direttore dell'ecomuseo - Con l'altro percorso, “ScopriMiniera” nella miniera Paola, approfondiamo il tema del contadino-minatore e testimoniamo i quasi 200 anni di estrazione del famoso “Bianco delle Alpi”, la varietà di talco rara e pregiatissima, che ha profondamente segnato questa valle e l’industria estrattiva italiana»

Lungo i due percorsi di visita, allestiti nelle gallerie che fino a 20 anni fa ospitavano centinaia di minatori addetti all’estrazione del talco, le persone interessate potranno scegliere fra la tradizione consolidata di Scopriminiera della durata di 2h o l’esplorazione avventurosa un po' più lunga (tre ore) di Scoprialpi.

La val Germanasca è un luogo di antica civiltà e il carattere dei luoghi è indissolubilmente legato alla storia dei Valdesi. La cultura e le tradizioni della valle sono anche state segnate dalla montagna e da chi l'ha vissuta spesso in condizioni difficili per non dire estreme. Per più di un secolo l'intensa attività mineraria ha interessato la valle, con tutto il suo carico di lavoro estremo, ma ha contribuito anche ad un certo benessere dei suoi residenti. L’ecomuseo ha quindi voluto mantenere viva la storia e la vita delle genti di questo territorio.

L'Expo a Milano potrebbe rappresentare un ulteriore rilancio del settore ecomuseale piemontese che negli ultimi tempi ha pagato un po' la crisi, ma la Regione Piemonte non ci ha pensato.

«Avremmo bisogno di farci conoscere più e meglio – spiega ancora Genre - E' infatti uno degli aspetti su cui vogliamo lavorare di più quest'anno, sia con il mondo della scuola sia con l'Unitre, ma in particolare con le scolaresche che rappresentano quasi il cinquanta per cento delle nostre visite. Il settore degli ecomusei regionali, che sono 25 e di cui facciamo parte ha già pagato i passaggi ad assessorati differenti, e quindi è sempre stato un po' difficile da comunicare bene. Ad esempio i percorsi che fin'ora sono stati organizzati dalla Regione Piemonte per l'Expo milanese non coinvolgono gli ecomusei. Adesso sembra che il settore degli ecomusei andrà a far parte dell'assessorato all'Ambiente e cercheremo di farci conoscere meglio e di sfruttare in maniera più efficace la comunicazione istituzionale anche al di fuori del Piemonte».

Foto via Scopriminiera