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Imparare l’arabo

«Un Mondo di Donne in val Pellice» è un gruppo di donne (ovviamente) ormai consolidato sul territorio della valle. Nato nel 2004 dall’idea di Louise Rasoamahafaly, donna malgascia, oggi la realtà è ben radicata e organizza a giugno un festa nel Comune di Torre Pellice sempre molto seguita e apprezzata, con suoni, colori, sapori, insomma culture da tutto il mondo, o meglio da tutti quei paesi del mondo rappresentati da donne residenti nel territorio.

«Negli ultimi mesi –ci spiega Roberta Peyrot –abbiamo intrapreso una nuova attività con le ragazze migranti che sono ospitate a Luserna e grazie anche alla disponibilità dei locali della parrocchia cattolica di Luserna San Giovanni è nato un laboratorio di cucito, 2 volte al mese, grazie a 6 macchine da cucire. Altrimenti i nostri incontri sono due volte al mese, il secondo e il quarto mercoledì alle 17, nei locali di «Cittadinanza Attiva», nel Municipio di Torre Pellice in cui si discute e si confrontano le diverse culture». Un’altra interessante iniziativa è quella dei corsi di arabo. «Il numero delle persone che lo seguono è molto altalenante –ci spiega Fouzia Belasri, donna marocchina da 24 anni in Italia –ed è un corso base. Si inizia con l’imparare l’alfabeto e poi si passa alla grammatica. Ho sempre incontrato persone interessate che per un periodo più o meno ampio seguono il corso». Quanto tempo ci vuole, seguendo le lezioni di due ore alla settimana, per riuscire ad avere una base per potersi esprimere in arabo? «In un anno se c’è la volontà di imparare si riesce ad esprimersi in modo corretto. Il corso prevede anche dei “compiti” a casa per accellerare l’apprendimento». Qual è la maggior difficoltà per un italiano che si avvicina alla lingua araba? «La scrittura, l’alfabeto è il passo più difficile. E poi la lingua va allenata perché è facile dimenticarla». È successo che qualcuno utilizzasse i corsi per poi viaggiare nel mondo arabo? «Si: in particolare una donna ha imparato la lingua e poi è stata un anno in Marocco. Il problema che però ha riscontrato è che nella famiglia dove lei viveva si parlava una sorta di dialetto mentre io insegno l’arabo che permette di esprimersi in diverse nazioni, mentre ogni stato, regione, proprio come qui, ha il suo dialetto».

Nel corso oltre alla grammatica si parla anche di cultura mentre la religione non è discussa. Per maggiori informazioni si può scrivere a [email protected] oppure a [email protected] o visitare la relativa pagina Facebook (Un Mondo di Donne in Val Pellice).