«Europeizzare i Corridoi umanitari»

Una conferenza stampa il 17 novembre a Scicli (Sicilia) per presentare le famiglie siriane giunte in città e raccontare l’esperienza ecumenica dei «Corridoi umanitari»

«Di fronte a tanti discorsi fumosi e populisti sull’immigrazione, i "Corridoi umanitari" sono stati uno dei pochi fatti concreti che hanno salvato la dignità e la vita delle persone», ha affermato il pastore Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei) in una nota diramata da Mediterranean Hope (Mh) il progetto della Fcei - si legge ancora - «nato nei primi mesi del 2014 dalla consapevolezza della drammaticità delle migrazioni via mare dai paesi del Nord Africa, Africa subsahariana e Medioriente verso le coste siciliane e, in particolare, dell’avamposto più meridionale costituito dall’isola di Lampedusa», dove la Fcei ha istituito dapprima un Osservatorio sulle migrazioni e in seguito fatto sorgere, sempre in Sicilia, ma a Scicli, una Casa delle culture e di accoglienza. Infine promuovendo, in collaborazione con Sant’Egidio e la Tavola valdese, il progetto ecumenico dei «Corridoi umanitari».

E proprio di corridoi umanitari si parlerà in conferenza stampa a Scicli il prossimo 17 novembre alle 11 presso Palazzo Spadaro.

«Il 27 Ottobre 2017 – prosegue il comunicato stampa – sono arrivati a Scicli, con un volo proveniente da Beirut, 13 persone originarie dalla Siria attraverso il progetto dei “Corridoi Umanitari”. Nello specifico si tratta di due nuclei familiari. Uno composto da 8 persone e il secondo da 5 persone. Ancora una volta Scicli si è confermata “Città dell’accoglienza”, dopo essere stata definita “l’anti-Capalbio” da il Fatto Quotidiano. Attraverso la “Casa delle Culture - Mediterranean Hope” ed il suo staff si darà la possibilità a 13 persone di poter ricominciare a progettare il loro futuro».

La conferenza stampa è stata indetta per dare il benvenuto ai due nuclei familiari Siriani giunti in città e per annunciare che il progetto ecumenico di accoglienza (sostenuto attraverso i fondi otto per mille dell’Unione delle chiese metodiste e valdesi) proseguirà anche in futuro perché prorogato in accordo con il Ministero degli Affari esteri e il Ministero degli Interni, nel biennio 2018/2019.

Proseguirà dunque quell'«l’impegno – ricorda ancora Negro – per "europeizzare" i “Corridoi umanitari” e farne una politica strutturale per la tutela dei profughi, dei richiedenti asilo e delle persone in condizione di vulnerabilità. Sarà questo, un impegno prioritario dell’azione della Fcei e dei suoi partner europei nel 2018».

Sin dalla sua nascita la «Casa delle Culture - Mediterranean Hope» è stata un luogo di accoglienza, di scambio culturale e di integrazione che si è sempre distinta – si legge ancora – per aver messo in pratica delle buone prassi che sono diventate anche d’esempio per altre realtà. «Non potevamo tirarci indietro davanti alla proposta di ospitare le famiglie siriane coinvolte in un progetto così innovativo come quello dei “Corridoi Umanitari” e che la nostra Federazione e le nostre Chiese hanno promosso», ha aggiunto Giovanna Scifo, responsabile della Casa di Scicli.

«Gli obiettivi del progetto dei “Corridoi umanitari” – ricorda, infine, il comunicato – sono quelli di evitare i viaggi dei profughi con i barconi della morte nel Mediterraneo; contrastare il business degli scafisti e dei trafficanti di uomini; concedere a persone in “condizioni di vulnerabilità” (ad es. vittime di persecuzioni, torture e violenze, famiglie con bambini, donne sole, anziani, malati, persone con disabilità) un ingresso legale sul territorio italiano con visto umanitario e la possibilità di presentare successivamente domanda di asilo; consentire di entrare in Italia in modo sicuro per tutti, perché il rilascio dei visti umanitari prevede i necessari controlli da parte delle autorità italiane (l’azione umanitaria si rivolge a tutte le persone in condizioni di vulnerabilità, indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa o etnica)».

Immagine: un disegno di Francesco Piobbichi

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