Si è concluso a Torino la sesta edizione del Premio Roberto Morrione. Tre giorni dedicati al giornalismo d’inchiesta con tavole rotonde, dibattiti e soprattutto la premiazione dei vincitori. Anzi delle vincitrici, perché in questa edizione le protagoniste sono state tutte donne: sei finaliste giunte dopo la selezione di una novantina di lavori e idee presentate. Il premio è dedicato al giornalismo d’inchiesta per giovani sotto i trentun’anni e ha la sezione Baffo Rosso che l’associazione Amici di Roberto Morrione assegna ogni anno a un giornalista di indiscussa esperienza che si sia distinto per il suo lavoro d’inchiesta. Quest’anno è andato a Milena Gabanelli.

Il cuore del premio è dedicato alle giovani generazioni, perché Roberto Morrione, giornalista Rai, direttore di LiberaInformazione con Ciotti e inventore di Rai News 24, scomparso nel 2011, ha sempre creduto e investito nei giovani.

I 4 progetti d’inchiesta finali, due per per la categoria Inchiesta webdoc, e due per la categoria video inchiesta, sono stati nei mesi scorsi e hanno avuto 6 mesi di tempo per realizzare le loro idee con la supervisione di tutor giornalistici e legali. Per i video i due lavori selezionati sono stati Tabù Hiv e Nei canali dell’Ndrangheta, quest’ultimo dedicato al traffico di droga tra la Calabria e i Paesi Bassi, un’inchiesta completa e multisfaccettata composta da moltissime vocei: giornalisti itlaiani e olandesi esperti di narcotraffico, polizziotti dell’Interpol, pentiti di ‘ndrangheta, politici e autotrasportatori olandesi

Il webdoc matti per sempre ha raccontato in 5 capitoli il mondo della salute mentale attraverso reportage video, interviste audio, infografiche, e gallerie fotografiche. A 40 anni dalla Legge Basaglia e dalla chiusura dei manicomi, la realtà è ancora difficile, variegata e problematica.

I due lavori vincenti sono stati il webdoc Le Mani sul fiume, un lavoro di ricerca sul giro d’affari occulto nel movimento terra delle sabbie del Po utilizzate per l’edilizia dalle organizzazioni criminali.

Mentre pe la sezione video ha vinto il lavoro Tabù Hiv dedicato alla scomparsa dall’agenda politica, istituzionale e comunicativa della malattia dell’Aids che continua a infettare in Italia 10 persone al giorno.

Il premio è anche l’occasione per organizzare dibattiti e tavole rotonde intorno al grande tema del giornalismo. Ce n’è stata una dedicata all’inchiesta in Tv e all’inchiesta sul Web a Ferrara, all’interno del festival di Internazionale a inizio ottobre, si è ricordato Mauro Rostagno, giornalista e sociologo ucciso dalla mafia, il ricercatore Giuglio Regeni ucciso in Egitto, si è parlato di Fake News e di deontologia sul web. Tutti ospiti a Torino, Marino Sinibaldi, direttore di Radio 3, Giorgio Zanchini, conduttore di Radio anch’io, il sociologo Ilvo Diamanti.

Durante la serata di presentazione presenziata anche da Giancarlo Caselli e Don Luigi Ciotti, le 6 giovani donne sono state premiate da Maria Bonafede, pastora valdese in rappresentanza della Federazione delle Chiese evangeliche italiane e della Tavola valdese e metodista che con l’otto per mille ha finanziato parte del premio. Ora l’appuntamento è a breve, quando sul sito premiomorrione.it verrà pubblicato il nuovo bando per i lavori del 2017/2018.

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