Io mi rallegrerò grandemente nel Signore, l’anima mia esulterà nel mio Dio; poiché egli mi ha rivestito delle vesti della salvezza, mi ha avvolto nel mantello della giustizia
Isaia 61, 10

Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che ora piangete, perché riderete
Luca 6, 21

I discepoli ascoltano le parole di consolazione come le beatitudini. Beati voi, “felici voi”, quando vi trovate in una situazione di precarietà e di sgomento perché troverete un saldo equilibrio.

Penso che l’esercizio fondamentale da fare, oltre a quello fisico, sia quello di allenarsi a vivere con fede in ogni situazione, nel bene o nel male. Le esperienze negative presentano delle soluzioni quando sappiamo affrontarle.

Bisogna tener in mente sempre che c’è un dopo e saperlo attendere: questo è già un cambiamento di prospettiva che porta stabilità. Il primo miracolo che fece Gesù nel vangelo di Giovanni è stato quello di trasformare l’acqua in vino. Questo fatto straordinario segna la sua potenza che reca allegria e gioia incontenibile.

È un privilegio essere un’ambasciatrice o ambasciatore delle parole di beatitudine di Gesù perché non siamo tutti chiamati ad annunciarle. Esse sono proclamate dagli eletti a questa vocazione e questo è un loro segno distintivo. Loro portano ovunque con sé il bene di cui sono ricolmi e che proviene da lui, soprattutto quando si trovano nel bisogno non solo di cibo materiale ma anche spirituale. Anche coloro che sono in una situazione di sgomento saranno consolati grazie a questa parola a loro proclamata nel tempo propizio.

Possa il Signore benedire la nostra chiamata ad essere sue discepole e suoi discepoli capaci di svolgere questa missione con determinazione anche nei momenti più difficili della nostra di vita.

Immagine: via istockphoto.com