Grande successo per l’iniziativa «Open Mosque Day» promossa recentemente dal Centro di studi islamici (Cis) di Colombo, capitale dello Sri Lanka.

La storica moschea Masjidul Akbar Mosque ha aperto i battenti a cristiani, buddisti e indù che sono stati accompagnati in visite guidate con l’obiettivo di far conoscere meglio la religione e la tradizione islamica. L’evento ha riscosso attenzione e partecipazione soprattutto dopo l’aumento delle violenze ai danni dei musulmani che si sono registrate tra l’aprile e il maggio di quest’anno. Gli attivisti del Secretariat for Muslims (Sfm), organizzazione islamica attiva in Sri Lanka, hanno denunciato tra il 16 aprile e il 22 maggio ben 15 casi, tra aggressioni personali, alle moschee e ai negozi perpetrati da forze estremiste buddiste.

La giornata, dedicata all’apprendimento dei valori e della tradizione coranica, è servita a dare corrette informazioni e a fugare i pregiudizi diffusi presso i fedeli non musulmani. Divisi in vari gruppi in base alla lingua parlata (inglese, tamil o singalese), i partecipanti oltre a visitare il luogo della preghiera (con zone separate per i maschi e per le femmine), hanno ad esempio potuto assistere al rituale di purificazione, cioè il lavaggio delle mani e dei piedi, e ad alcune preghiere. Di particolare interesse, le informazioni riguardanti il ruolo della donna nell’Islam e il matrimonio islamico.

Ad AsiaNews il ven. Diyakaduwe Somananda Thero del tempio buddista Baddegewaththa Viharaya ha espresso apprezzamento per l’iniziativa, affermando: «È uno sforzo positivo e un lavoro degno di nota, che arriva in un momento cruciale per sciogliere le credenze della società sulle tradizioni islamiche. Oggi molti agiscono e pensano male contro i musulmani».

Mentre il sacerdote indù Rahumananda Sharma del tempio Panchikawatte Sri Karumari Amman Kovil ha espresso l’auspicio «che il Cis organizzi visite guidate in altre moschee. Tutta la popolazione del Paese dovrebbe avere la possibilità di partecipare ad eventi come questo. È molto importante».

Anche in Sri Lanka, la strada per costruire una convivenza pacifica passa attraverso la promozione della conoscenza dell’altro e la valorizzazione delle diversità.

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