Dio, un rifugio eterno

Un giorno una parola – commento a Salmo 90, 1-2

Signore, tu sei stato per noi un rifugio d’età in età. Prima che i monti fossero nati e che tu avessi formato la terra e l’universo, anzi, da eternità in eternità, tu sei Dio

Salmo 90, 1-2

Per noi c’è un solo Dio, il Padre, dal quale sono tutte le cose, e noi viviamo per lui

I Corinzi 8, 6

Il Salmo ha in alcune nostre Bibbie questa intestazione: Preghiera di Mosè, uomo di Dio. Forse l’autore della preghiera non è Mosè, colui che portò il popolo d’Israele dall’Egitto alla terra promessa, ma è significativo che il Salmo sia legato alla preghiera di qualcuno, di «un uomo di Dio». Non è un testo dottrinale ma una professione di fiducia da parte di un credente, uno di noi!

Il salmista è consapevole che tutti i nostri giorni svaniscono per la tua ira; finiamo i nostri anni come un soffio (v. 9). Nonostante la brevità della vita umana, il Signore si presenta con un’opera ricca di vera speranza.

Dio ha già compiuto qualcosa per noi: è stato un rifugio di tempo in tempo. Parlare di rifugio vuol dire interpretare la propria vita come segnata dalla fragilità. L’immagine biblica è quella dell’uomo senza una dimora stabile. Dio però diviene ogni giorno donatore di un luogo protetto da avversità, un rifugio ove trovare pace e speranza.

L’eternità di Dio, che spesso affermiamo per proclamare la sua santità e alterità rispetto al mondo, non proclama la lontananza dal credente sempre esposto ai pericoli del vivere. Dio si presenta nel cammino del nostro vivere con la vittoria su ogni male e con il suo essere Colui che era che è e che viene (Apocalisse 1, 8). Egli ci rende fiduciosi anche tra avversità e pericoli. Egli è l’Eterno che ama in Cristo!

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