Anche se scrivessi per lui le mie leggi a migliaia, sarebbero considerate come cosa che non lo concerne
Osea 8, 12

Scrive Paolo: «Mi meraviglio che così presto voi passiate, da colui che vi ha chiamati mediante la grazia di Cristo, ad un altro vangelo»
Galati 1, 6

Mi ha sempre fatto riflettere il versetto 27 del primo capitolo della lettera di Paolo ai Filippesi: «comportatevi in modo degno del vangelo di Dio». E mi sono spesso domandato se il mio comportamento fosse degno e cosa significasse veramente per l’apostolo essere «degni» del vangelo. Nel versetto che oggi leggiamo, Paolo si meraviglia che i Galati in breve tempo siano passati dal vangelo di Gesù ad un altro vangelo, cioè dal seguire Gesù a seguire una strada diversa. Mi è venuto in mente il popolo d’Israele quando, impaziente e deluso per il ritardo di Mosè, chiede ad Aronne di costruire un dio che possa guidarli e da popolo di Dio diventa una massa di adoratori di un vitello d’oro. All’epoca di Paolo non è più tempo di vitelli d’oro, ma sono tante le voci che cercano di confondere e annientare l’unica vera Voce. Credo allora che comportarsi in modo degno del vangelo sia il nostro saper seguire Cristo, che mediante la sua grazia chiama ciascuno e ciascuna di noi. Comportarsi in modo degno allora è allontanare le tante «Sirene» che lusingano le nostre orecchie e vivere la dolcezza ma anche la durezza del vangelo. Anche oggi Paolo si meraviglierebbe nell’osservare con quale facilità passiamo ad altri vangeli, colpiti nella nostra debolezza dalle presunte meraviglie che essi ci offrono. Possa questo suo monito servirci per guardare alla nostra vita e per camminare su quella Via, che sola, ci conduce a Dio. Amen!

Immagine: di jacoblund, via istockphoto.com