Daniele fu gettato nella fossa dei leoni. E il re parlò a Daniele e gli disse: «Il tuo Dio, che tu servi con perseveranza, sarà lui a liberarti»
Daniele 6, 16

Noi siamo perseguitati, ma non abbandonati; atterrati ma non uccisi
2 Corinzi 4, 9

 

Nel descriverci in termini crudi e senza sconti la propria condizione, l’apostolo Paolo non lascia trasparire disperazione. Anzi, nelle sue parole possiamo intravedere una luce di speranza. È proprio questa speranza che consente a Paolo di proseguire il suo cammino, la sua lotta per affermare la verità dell’evangelo e diffonderlo nonostante tutto e tutti.

L’evangelo ha gettato sempre una luce tale da squarciare le tenebre più fitte dell’intolleranza religiosa. La storia ci parla di credenti perseguitati, come gli appartenenti ai movimenti radicali della Riforma protestante, che hanno resistito a costo di grandi sacrifici e ci hanno lasciato una testimonianza che si spiega con la forza d’attrazione dell’evangelo più che col coraggio personale, che pure non mancava. I poteri intolleranti imperanti ancora oggi hanno cercato di ridurre al silenzio le minoranze, ma l’evangelo ha permesso loro di resistere e di sopravvivere. I primi battisti, i quaccheri, i mennoniti ne sono un esempio nell’Europa del XVI-XVII secolo. Resistenza in nome dell’evangelo constatiamo tra le fila della chiesa confessante sotto il regime nazista o sotto la nota dittatura stalinista e ancora sguinzagliata in vari paesi, come nel Myanmar. «Silence», il recente film di Martin Scorsese, ci ha riproposto la resistenza in Giappone dei cristiani del XVII secolo.

Molte realtà evangeliche nell’Italia dell’intolleranza religiosa di papi e clero, arroccati al potere temporale e spalleggiati dal potere politico di turno (si pensi alla circolare del 1935 del sottosegretario Buffarini Guidi contro i pentecostali) hanno sperimentato condizioni non dissimili da quelle di Paolo e di altri uomini e donne che in nome dell’evangelo hanno affrontato privazioni, discriminazioni e violenze. Eppure, sebbene atterrati, non sono stati uccisi e la forza dell’evangelo, operante in modo misterioso e a vari livelli, li ha salvati per continuare la loro testimonianza.

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