Il mio cuore esulta nel Signore
I Samuele 2, 1

Gesù dice: «Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo signore; ma io vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio»
Giovanni 15,15

Patti chiari, amicizia lunga… l’amicizia con Gesù non è come le nostre molteplici amicizie, spesso fatte di convenienze, di interessi, di complicità. L’amicizia di Gesù è fatta di patti chiari, di comandamenti, di parole di vita, di conoscenze udite dal Padre.

Ci ha scelti come suoi amici. Amici si scelgono, parenti no.

Questa sua scelta è la nostra vocazione. La nostra vocazione è semplicemente Gesù, la compassione di Gesù, il cuore aperto di Dio, il cuore aperto e compassionevole di Dio che ci chiama.

La vita della chiesa non è la servitù di Gesù. Il rapporto signore-servo lascia sempre ampio spazio a convenienze, interessi e complicità. Il mondo è pieno di questo tipo di relazioni che creano il non-detto e dipendenze. La chiesa di Gesù Cristo invece va vissuta come amicizia, liberamente e collegialmente, con affetto e con simpatia. I nostri incontri non possono essere solo luoghi di mediazioni tra interessi, caratteri differenti e culture diverse, ma devono essere anzitutto luogo di incontro con l’amico Gesù, dove si impara l’amicizia di Gesù, che trasforma la chiesa in un’amica.

Un luogo dove nessuno comanda, ma dove tutti e tutte sono comandate dall’amicizia di Gesù. La chiesa non comanda nessuno, ma come amica del Signore sarà richiesta e ricercata come un luogo di vita. Parla soltanto quando si rivolgono a te con una domanda, ma vivi in modo che si rivolgano a te con le loro domande…

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