Mi ricorderò del patto che feci con te nei giorni della tua giovinezza e stabilirò per te un patto eterno
Ezechiele 16, 60

Per voi è la promessa, per i vostri figli, e per tutti quelli che sono lontani, per quanti il Signore, nostro Dio, ne chiamerà
Atti degli Apostoli 2, 39

 

Dopo l’incanto degli avvenimenti pentecostali e la predicazione di Pietro, il disincanto: che cosa dobbiamo fare? Un passaggio dal divino all’umano, quasi una delusione: ma adesso, che cosa dobbiamo fare?

La risposta di Pietro non è un progetto o un programma entusiasmante, ma semplicemente: ravvedetevi e fatevi battezzare. Il progetto o il programma che ci aspettavamo rimane solo una promessa. Per voi che avete vissuto gli avvenimenti di Pentecoste e che siete stati coinvolti dall’annuncio apostolico.

Ma poi il disincanto e la delusione aumentano: la promessa è per i vostri figli. Progetti e programmi possono ancora passare dai genitori ai figli, ma far passare ai propri figli una promessa, solo una promessa - quasi una delusione, un disincanto – è difficile, se non impossibile. Sono loro stessi che devono rivivere in prima persona lo Spirito e la Parola. Senza di noi – e siamo gelosi di quel che abbiamo vissuto noi. A noi è richiesto qualcosa di più impegnativo ancora, cioè di ravvederci.

Il disincanto e la delusione aumentano ancora: la promessa non è solo per noi e per i nostri figli, ma per tutti quelli che sono lontani, per persone di altre culture, di altri continenti. E noi siamo gelosi delle nostre esperienze dello Spirito e della Parola. Anche a loro non abbiamo nulla di concreto da passare, se non il nostro ravvedimento.

Infine, il disincanto e la delusione raggiungono l’apice: la promessa è per persone che non abbiamo scelto noi, e che forse non sono nemmeno in cerca di esperienze simili alle nostre, ma che il Signore chiamerà. Non le conosciamo, sono veramente diverse da noi.

Non ci resta che ravvederci affidandoci al Signore che ci ha chiamati. Anche per noi, come per tutti gli altri, c’è solo una promessa: non qualcosa che abbiamo alle spalle ma qualcosa – anzi, qualcuno! - che ci sta davanti, sempre ancora davanti, e ci chiama.

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