Lo avevamo annunciato due mesi fa, e venerdì scorso, il 7 aprile, è arrivata la confermata ufficiale: Torre Pellice è stata inserita fra le città della Riforma, in occasione del cinquecentesimo anniversario dal suo avvio ufficiale, datato 1517. La comunicazione è giunta con una lettera indirizzata al sindaco Marco Cogno a firma del vescovo luterano Michael Bünker segretario generale del Cpce, Comunità delle chiese protestanti in Europa, organismo più conosciuto come Concordia di Leuenberg, che attribuisce dopo una fase istruttoria il riconoscimento europeo. La candidatura era stata avanzata dall’amministrazione di Torre Pellice in collaborazione con la Fondazione Centro culturale valdese e la Chiesa valdese locale. Una condivisione di intenti che è stata sicuramente riconosciuta dal Cpce unitamente ovviamente alla storia e all’eredità legata alle vicende valdesi e alla Riforma della cittadina valligiana e al programma di attività in programma per le celebrazioni del cinquecentenario attivate in particolare dalla Fondazione CCV ma anche dalla chiesa valdese e in collaborazione con l’amministrazione.

Ma cosa significa essere «Città europea della Riforma»? Il riconoscimento viene attribuito a paesi e città che hanno forti legami con la storia della Riforma con l’intento di costituire e rendere visibile una rete europea di questi luoghi e persone, e farlo a partire proprio dal cinquecentesimo anno dall’avvio del movimento riformato. Inoltre, e sostanzialmente, l’iniziativa mira a mettere in luce la dimensione europea della Riforma e il ruolo chiave che molte città del continente hanno giocato in questo senso. Ciò che ci si auspica (attualmente sono 96 le «Città della Riforma» riconosciute) è un’interazione tra le «città della Riforma» al fine «di suggerire idee e pianificare iniziative comuni» e inoltre far conoscere a livello europeo le iniziative culturali legate alla Riforma che siano realizzate a Berlino, o Wittenberg, a Vienna, a Strasburgo, o a Torre Pellice o in qualunque delle altre città della Riforma.

Nelle motivazioni riportate nella lettera di attribuzione del riconoscimento a Torre Pellice il vescovo Bünker cita la storia del movimento valdese che «dalle sue origini fino alla Riforma, e oltre, si sviluppa in ampie zone d’Europa. Questa storia è ampiamente segnata da un destino di persecuzione sanguinosa, ma anche dalla capacità di ripresa del movimento e delle persone». Nella lettera del segretario generale del Cpce si legge anche che «il comune di Torre Pellice, nelle montagne piemontesi, è stato di fondamentale importanza nella storia valdese ed è oggi un luogo altrettanto importante dove si riunisce ogni anno il Sinodo nazionale della Chiesa valdese. Inoltre è anche il luogo dove ha sede il Centro culturale valdese che testimonia e racconta la storia valdese». Ovviamente soddisfatto Davide Rosso direttore della Fondazione CCV. «Un riconoscimento sicuramente importante per Torre Pellice che guarda inoltre anche alla dimensione e ai legami europei della realtà valdese che si sono creati negli anni e che continuano ad essere tutt’ora attivi».

Il sito web dove è possibile rintracciare maggiori notizie sulle è www.reformation-cities.org.

Anche Marcello Salvaggio, pastore della chiesa valdese di Torre Pellice ha commentato positivamente questa attribuzione dalle pagine del sito chiesavaldese.org: «Sono due le ragioni che ci rendono orgogliosi: la prima è legata alla parola “europea”. Torre Pellice, in rappresentanza delle Valli Valdesi, è stata e continua ad essere un luogo di incontri e di incroci del protestantesimo europeo e non solo. La seconda la dice la parola “Riforma”. Quest’anno in cui festeggiamo per i 500 anni dalla nascita della Riforma, la nostra Chiesa, in sinergia con il Centro Culturale valdese, cerca di rendere questo anniversario, un’opportunità di incontro, riflessione, partecipazione, attraverso le tante iniziative messe in cantiere».

Interesse geografico: