A margine della visita che a fine marzo il Comitato esecutivo dell’Unione delle donne battiste europee (Ebwu) ha fatto a Roma – incontrando presso il centro evangelico di Rocca di Papa anche una rappresentanza di donne del Movimento femminile evangelico battista (Mfeb) – abbiamo rivolto alcune domande a Dimitrina Oprenova che, oltre ad essere membro del Comitato della Ebwu, è anche una delle dodici vicepresidenti dell’Alleanza battista mondiale (Bwa).

Nata a Sofia, nella Bulgaria comunista, Didi (come si fa chiamare dagli amici) trascorre la sua infanzia facendo parte della Sofia Baptist Church, a quel tempo l’unica chiesa battista in città.

Studia teologia e si laurea presso lo Spurgeon’s College nel Regno Unito, conseguendo un Bachelor of Divinity (BD) e successivamente un Master in Teologia Applicata (mth) presso il Seminario teologico battista internazionale. Madre di due ragazze (Anna-Margarita, 24 anni, e Sophia 16 anni), al momento fa parte insieme al marito, Teodor, del team pastorale della Chiesa battista di Sofia. È stata membro di vari comitati a livello nazionale e internazionale, e ha partecipato ad una serie di progetti sociali e ha svolto diverse attività ecclesiastiche (predicazione, insegnamento, leadership, studi biblici, corsi di formazione). «Amo la gente – afferma Didi – e lavorare con e per gli altri mi dà gioia. A volte servire Dio è impegnativo, ma è anche gratificante».

Come è strutturato il lavoro della Alleanza battista mondiale?

«L’Abm è una comunione di 235 Convenzioni e Unioni presenti in 122 paesi e comprendente 45 milioni di membri raccolti in 177.000 chiese. L’organizzazione è guidata da un Segretario generale e un presidente, ed è rappresentata dai vice-presidenti di ogni continente. Al suo interno vi è una gran varietà di ministeri, dipartimenti, comitati e commissioni. Ogni anno nel mese di luglio in una parte diversa del mondo si riunisce il Consiglio annuale».

Quali sono le sfide più urgenti poste alla Abm?

«Ogni Convezione e Unione – membro dell’alleanza – affronta diverse sfide dal punto di vista spirituale, politico, ed economico. In generale la Abm ha tra le sue priorità la difesa della libertà e della giustizia non solo dei credenti battisti, ma di tutte le persone, al di là del genere, del colore della pelle, delle condizioni economiche o del livello di istruzione».

Quali sono gli ambiti in cui è impegnata la Chiesa battista in Bulgaria?

«Crediamo che Dio, che ha creato gli esseri umani e che in Cristo ha dato la sua vita per tutti noi, ci ama e si prende cura di tutti e tutte. Noi, come ambasciatori di Dio, siamo chiamati in questo mondo a prenderci cura di tutte le persone e a mostrare l’amore di Dio.

Nel nostro ministero e nel lavoro sociale che facciamo – sia che sia rivolto ai rifugiati, alle minoranze etniche come i Rom, sia che riguardi programmi anti-tratta, di aiuto ai senzatetto – cerchiamo il più possibile di riconoscere e salvaguardare la dignità delle persone e aiutarle a vedere l’amore di Dio attraverso quello che facciamo.

Al momento sono molto sensibili le questioni legate alla migrazione. Ai leader politici spetta garantire che le leggi siano rispettate e prendere decisioni sagge con l’aiuto di Dio. E noi, come cristiani, siamo chiamati ad essere operatori di pace, ad amare e a prenderci cura delle persone bisognose, a pregare e a dare speranza ai disperati».

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