Grande emozione ha suscitato la notizia, diffusasi sabato 25 febbraio mattina, della scomparsa drammaticamente rapida e prematura di Donatella Sommani: una malattia implacabile l’ha stroncata in pochi giorni. Donatella Sommani doveva compiere 66 anni. Nata a Pachino, aveva frequentato le scuole a Torre Pellice ed era stata poi educatrice presso il Convitto valdese all’inizio degli anni ‘70. Successivamente si era stabilita a Roma, occupandosi prevalentemente di sociologia e di editoria, ma aveva anche condotto lo studio della lingua russa e conosciuto la realtà dell’allora Urss, di cui aveva anche scritto per Riforma nei primissimi anni di vita del settimanale. Di questi temi si occupava anche professionalmente, alla rivista Politica ed economia, dove aveva tenuto il ruolo di caporedattrice.

La svolta nel suo impegno era arrivata nel 1996, quando, al termine della direzione del pastore Giorgio Tourn, che si avviava a diventarne presidente, accettò l’incarico di dirigere il Centro culturale valdese a Torre Pellice: un incarico mantenuto fino al pensionamento, al termine del 2012. Nel corso di quegli anni molte sono state la attività lanciate dal Centro culturale valdese (che è una Fondazione, facente capo alla Tavola valdese e alla Società di studi valdesi), impostati e condotti anche in collaborazione con altri enti e istituzioni: con la Provincia di Torino, in particolare, e con chiese e centri culturali all’estero per promuovere percorsi come il Glorioso Rimpatrio o i sentieri degli Ugonotti. Sono stati anche gli anni del lancio dell’ufficio di promozione turistica «Il barba» e del consolidamento del sistema museale.

Anche la rassegna letteraria «Una torre di libri», che a Torre Pellice si avvia, l’estate prossima alla sua decima edizione, l’aveva vista tra i promotori fin dalla sua ideazione.

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