Alto, magro, con occhiali e piccoli baffetti, sguardo buono, intenso: questa è l’immagine più comune che abbiamo di Jacopo Lombardini, personaggio protagonista dello spettacolo proposto dal gruppo teatro del Collegio Valdese di Torre Pellice e dal Gruppo Teatro Angrogna.

Lombardini fu persona impegnata: predicatore protestante, partigiano e maestro. Insegnò anche al Collegio Valdese di Torre Pellice, e proprio quest'esperienza riallaccia i fili della storia, tra i ragazzi del collegio e la rappresentazione teatrale.

Marco Fraschia, preside del Collegio, ci spiega le origini del progetto:

«Tutto nacque con il Pullman della memoria che organizzammo a febbraio del 2012 per gli studenti del Collegio e poi riproponemmo, in una versione allargata anche ad esterni al Liceo, nel 2014. L'itinerario era basato proprio su Lombardini: ripercorremmo la storia attraverso le tappe della sua vita, dalla caserma Ribet di Torre Pellice al carcere Le Nuove di Torino, poi il campo di smistamento di Fossoli, il campo di Bolzano e infine il campo di concentramento di Mauthausen. Maura Bertin e Jean Louis Sappè, che nel frattempo avevano preparato il loro recital su Lombardini, ci accompagnarono e proposero letture e momenti teatrali lungo il percorso. Da quel momento abbiamo pensato di far confluire in un'unica realtà due percorsi diversi ma legati alla stessa figura, e dal 2015 lavoriamo a questo spettacolo».

«Jacopo Lombardini, un maestro di libertà» sarà presentato in trasferta in Toscana, su invito delle comunità di Firenze e Carrara. L'opportunità anche di visitare luoghi nativi di Lombardini, che proprio in provincia di Carrara, nella frazione di Gragnana, nacque il 13 dicembre 1892.

Abbiamo chiesto a Michelle Sanmorì, una studentessa all'ultimo anno del Collegio Valdese e parte del gruppo teatro, di raccontarci le sue emozioni in questo progetto: «Non avevo mai fatto teatro, è stata una prima esperienza. Il tema era molto interessante, l'abbiamo scelto proprio per la sua importanza, e con Maura e Jean Louis è stata un'esperienza nuova e istruttiva per tutti noi. Facendo teatro si crea una forte collaborazione ed è un'attività piuttosto impegnativa, ma non possiamo negare che ci siamo anche divertiti molto».

Un ultimo commento all'esperienza lo lasciamo a Jean Louis Sappè, uno dei fondatori del Gruppo Teatro Angrogna, che quest'anno ricorderà i suoi 45 anni di attività.

«Abbiamo riscritto il copione del nostro recital prevedendo l'inserimento dei ragazzi, che non solo leggeranno le testimonianze, ma proporranno anche al pubblico dei pezzi poetici, da recitare, che renderanno lo spettacolo toccante e suggestivo. In particolare leggeranno la poesia «186 gradini», poi un testo scritto dallo stesso Lombardini quando decise di salire al Bagnou e la famosissima «Se questo è un uomo» di Primo Levi. Momenti corali che rendono ancora più intenso ed emozionante lo spettacolo, sia per noi che lo recitiamo che per chi lo vedrà dalla platea».

Alla rappresentazione teatrale di venerdì 20 gennaio, nella sala Albarin in via Beckwith a Luserna San Giovanni, parteciperanno Maura Bertin, Marco Fraschia, Miriam Gallo, Luna Gavazzi, William Genre, Samuele Lazzero, Marta Pandolfi, Luca Pasquale, Marco Rovara, Michelle Sanmorì e Jean Louis Sappè.

Immagine di Marco Fraschia

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