Essi saranno mio popolo e io sarò loro Dio con fedeltà e con giustizia
Zaccaria 8, 8

Egli è il capo del corpo, cioè della chiesa; è lui il principio, il primogenito dai morti
Colossesi 1, 18

Popolo, corpo, chiesa. Con queste parole i versetti di oggi tratti da Un giorno Una Parola ci descrivono una realtà essenziale della nostra vita cristiana. Se i versetti di ieri ci parlavano della realtà del patto e dell’alleanza, oggi ci troviamo davanti ad una delle diverse implicazioni e conseguenze di questo patto e di questa alleanza: il vivere insieme l’esperienza della salvezza di Dio. Come dimostra l’accostamento tra un versetto di Zaccaria ed uno dell’apostolo Paolo, esiste una continuità tra il popolo d’Israele e la chiesa cristiana. Tuttavia, come diceva un teologo, Cristo ha predicato il Regno, e poi è nata la Chiesa. Come a dire che la certezza che la chiesa o le chiese siano l’esatta immagine di ciò che Gesù voleva e predicava, non è così ovvia. Specialmente quando la chiesa si irrigidisce nell’abitudine, nella burocrazia, nell’istituzione, o peggio, nel «sacramento», un qualcosa di assoluto e di infallibile. C’è una scappatoia importante da questo pericolo: all’origine del nostro stare insieme non ci siamo solo noi credenti, ma Dio stesso: il Dio di Geremia, che vuole essere Dio del suo popolo in termini di reciprocità, e il Dio di quel Gesù Cristo che Paolo presenta come il capo, la testa del corpo. Allora il nostro modo di stare insieme cambia, perché se Dio è comunione di amore, anche il nostro essere popolo o chiesa dovrebbe fondarsi su questa comunione. Dietrich Bonhoeffer preferiva la parola «comunità» alla parola «chiesa». Una sottigliezza teologica, forse, ma che ci ricorda l’essenziale: lo stare insieme tra noi, certi della presenza di Dio nella comunità, sostegno e slancio nell’annunciare al mondo che lui è davvero il Dio-con-noi. Bene si accompagna allora a questi versetti la nota similitudine della Lettera a Diogneto scelta per oggi: «Come il pane che noi rompiamo era sparso sui campi ed è stato raccolto per diventare uno, raccogli anche noi tutti dalle estremità della terra, per condurci nel tuo regno di pace».

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