Visita di papa Francesco alla chiesa valdese di Torino - Saluto di commiato

Caro papa Francesco, cari fratelli e sorelle e cari amici ed amiche che avete voluto condividere oggi con la chiesa valdese di Torino la gioia di questo incontro, svoltosi nella semplicità e sincerità che è sempre da attendersi fra fratelli e sorelle in Cristo, è giunto il momento di salutarci.

Non prima di avere ringraziato il Signore per questa preziosa occasione di condivisione fraterna, nella quale si è avvertita la freschezza del soffio dello Spirito ed il calore del sorriso di Dio che si posa sui suoi figli e figlie, tutte le volte che sanno fare passi concreti nel cammino di quell'amore vissuto che solo rende credibile la loro testimonianza evangelica in questo mondo sofferente e tormentato.

Ricaviamo forza, fiducia, coraggio dalle benedizioni di Dio che ci giungono dall'incontro di oggi;

come dagli incontri che lo hanno preceduto e reso possibile, in una crescita del movimento ecumenico che ha rappresentato e continua a rappresentare per tutte le Chiese cristiane un fondamentale cammino di conversione;

e dagli incontri che lo seguiranno nella pratica quotidiana di rapporti di amicizia, di confronto e collaborazione, di sostegno ed incoraggiamento reciproco nei contesti locali, quelli più ravvicinati, che costituiscono la carne ed il sangue di un ecumenismo autentico.

A papa Francesco rivolgiamo le parole finali di benedizione di un bell'inno che nelle nostre chiese spesso cantiamo alla fine di una riunione che ha unito fratelli e sorelle provenienti da luoghi diversi, a volte molto lontani, e che dunque si incontrano solo poche volte all'anno o in occasioni speciali: caro fratello, finchè ci rivedrem, ti sostenga il Signore nel tuo cammin.

Con papa Francesco, e con tutti i fratelli e le sorelle nel mondo che compongono il corpo di Cristo, siamo sostenuti, d'altra parte, dalla promessa di Dio annunciata dal profeta ISAIA (40, 29-31)

Il Signore dà forza allo stanco
e accresce il vigore a colui che è spossato.
I giovani si affaticano e si stancano;
i più forti vacillano e cadono;
ma quelli che sperano nel Signore acquistano nuove forze,
si alzano a volo come aquile,
corrono e non si stancano,
camminano e non si affaticano.

Cari fratelli e care sorelle, andiamo dunque con gioia, per portare la gioia che vince la tristezza del mondo; non la gioia effimera del possesso di ricchezze materiali; ma la gioia intima e profonda del sentirsi gratuitamente accolti dal Signore, così come siamo, in un vincolo d’amore che esige di essere partecipato e condiviso, spingendoci ad aprirci sempre all'accoglienza dell'altro e dell'altra, a cominciare da quelli che non ci aspettiamo, che ci scomodano.

Andiamo con speranza, per portare speranza; la speranza alimentata dall'ascolto di una Parola di vita, che ci insegna ad osare, sempre, nelle occasioni private come in quelle pubbliche, le parole che rompono i silenzi delle solitudini, dell'emarginazione e della rassegnazione; che sfidano le chiusure degli egoismi, delle paure, dei risentimenti.

Andiamo ed andiamo INSIEME, perchè c'è molto da fare.

Ed insieme riceviamo per noi, oggi, la preghiera di benedizione dell'apostolo Paolo alla chiesa di Colosse (Col. 3, 15):

La pace di Cristo, alla quale siete stati chiamati per essere un solo corpo, regni nei vostri cuori; e siate riconoscenti”. AMEN

Che la strada venga incontro a te,
e che il vento soffi dietro a te,
possa il sole splender su di te,
e la pioggia cadere su di te,
finché ci rivedrem
ti sostenga il Signore nel tuo cammin.
(tradizione irlandese – testo italiano: L. M. Negro)