Accadde oggi, 15 giugno

15 giugno 1215 – Giovanni Senzaterra firma la «Magna Charta»

Il 15 giugno 1215 i baroni del Regno d’Inghilterra costrinsero il re Giovanni Senzaterra a firmare quella che passerà alla storia come la Magna Charta, considerata come la madre di tutte le Costituzioni e passo fondamentale verso il primo Parlamento del mondo moderno. Succeduto al fratello Riccardo Cuor di Leone, il cui trono aveva anche tentato di usurpare, Giovanni fu un re molto impopolare che riuscì a perdere quasi tutti i suoi domini francesi, la cui riconquista divenne il suo scopo principale. Questa ossessione lo portò a un costante sforzo bellico che lo costrinse ad alzare sproporzionatamente le tasse provocando malcontento tra la popolazione e rifiuto di obbedire tra i notabili. L’Inghilterra (romana per 400 anni) e anglo-sassone fino alla Conquista normanna del 1066, mal tollerava le imposizioni dei nuovi dominatori, per quanto ormai assimilati alle precedenti classi dirigenti, e la rivolta era serpeggiante.

La Magna Charta Libertatum fu firmata a Runnymede, nelle brughiere ancora esistenti e visitabili sul Tamigi tra Londra e Windsor e ora proprietà del National Trust che vi ha eretto un cippo a commemorare la «nascita della democrazia moderna». Il posto era altamente simbolico e scelto con precisione in quanto colà usava riunirsi il Witenagemot o Witan, assemblea generale dei nobili e dei notabili ecclesiastici e secolari, per consigliare il re in qualsiasi genere di questioni, nel periodo che va dalla fine delle invasioni germaniche e la stabilizzazione del nuovo sistema post-romano all’invasione normanna (VII-XI sec). Simbologia che corrobora la dominante corrente di pensiero che sottolinea come il «nuovo» e «moderno» nella storia inglese sia sempre in realtà un tentativo di tornare all’Eden perduto del periodo precedente il «giogo» normanno.

Nella Charta sono contenute lagnanze d’ogni tipo contro gli abusi reali: eredità, amministrazione della giustizia, obblighi dei fittavoli, diritti delle vedove, libertà delle città, privilegi della Chiesa, protezione dei mercanti stranieri... Tra i tanti cavilli e obsolete stranezze dei 63 articoli brillano però le affermazioni del 39°: «Non venderemo a nessun uomo, non negheremo... a nessun uomo né la Giustizia né il Diritto». «Nessun uomo libero sarà preso o messo in prigione... senza essere giudicato dai suoi pari davanti alla legge». Il che aprì le porte oltre che a diritti e libertà anche per i «villani», alla reintroduzione della Giuria e della Common Law anglosassoni, anticipata un secolo prima da Enrico II. A cui seguì l’abolizione dell’ordalia – giudizio divino medievale – e di conseguenza della tortura, che impedì l’ingresso all’Inquisizione. La virata indirizzò la storia inglese verso forme e soluzioni antitetiche rispetto a quella europea – né Re Sole né Napoleone e così via fino alle due Guerre mondiali e ai contrasti di oggi all’interno dell’UE, da analizzare in questa luce. Tra parentesi va notato che la Common Law è in uso presso il 30% della popolazione mondiale.

È ovvio che anche le «giurie di pari» non fossero perfette – del resto quale sistema giudiziario non ha pecche? – e lasciassero a volte spazio al prevalere di superstizioni e pregiudizi popolari, ma nei bui tempi a venire la Magna Charta con le sue conseguenze sarebbe stata un faro di libertà. A essa si rifarà l’idea del potere sovrano consistente nel re seduto in Parlamento e essa sarà alla base della originale Bill of Rights di John Locke del 1689. Sua erede sarà pure la Bill of Rights degli Stati Uniti d’America del 1791 e la Dichiarazione delle Nazioni Unite (a quel tempo composto dalle potenze alleate nella guerra contro il nazifascismo) dei Diritti Umani (1948). Essa inoltre è pure alla base della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo, firmata a Roma nel 1950 sotto l’egida del Consiglio d’Europa.

Foto "Magna Carta (British Library Cotton MS Augustus II.106)" di Original authors were the barons and King John of England. Uploaded by Earthsound. - This file has been provided by the British Library from its digital collections.It is also made available on a British Library website. Catalogue entry: Cotton MS Augustus II 106 Questo tag non indica lo status del copyright dell'opera ad esso associato. È quindi richiesto un normale tag di copyright. Vedi Commons:Licenze per maggiori informazioni. Deutsch | English | Español | Français | Македонски | +/−. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons.