Giornata intensa venerdì 17 aprile all’auditorium Baralis del liceo Porporato di Pinerolo: davanti a una platea piena di studenti si è parlato di migrazioni e accoglienza, ma al tempo stesso anche di scuola ed educazione civica. Nel corso della mattinata, infatti, il tema è stato declinato in diverse sfaccettature che hanno messo in evidenza anche il ruolo della scuola e dei giovani nella conoscenza e nella presa di responsabilità della società civile davanti al fenomeno «Abbiamo organizzato questo incontro per parlare ai ragazzi di un fenomeno storico che coinvolge tutti noi – spiega la dirigente scolastica dell’istituto, Maria Teresa Ingicco – davanti al quale bisogna essere coscienti e liberi dai pregiudizi che spesso, purtroppo, ci arrivano dai media e da alcune fazioni politiche che cavalcano l’onda dell’odio e della paura».

La mattinata è cominciata con i “Disegni dalla frontiera” di Francesco Piobbichi: l’operatore di Mediterranean Hope, progetto della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, ha raccontato storie di migrazione partendo dai suoi disegni, drammatici ed evocativi, dando corpo a persone che, spesso, vengono trattate solo come numeri. Successivamente Maria Bonafede, pastora di Torino, ha raccontato l’esperienza dei Corridoi Umanitari, mentre don Claudio Curcetti, dell’Ufficio pastorale migranti della diocesi di Torino, ha affrontato il tema dei migranti come risorsa importante per il paese.

Poi è stata la volta degli studenti: alcuni ragazzi del liceo Porporato hanno presentato il lavoro di ricerca svolto per sfatare alcuni miti e luoghi comuni legati alla migrazione attraverso l’analisi di dati concreti che hanno restituito una realtà molto diversa da quella che, troppo spesso, viene definita come un’ondata invasiva di delinquenza e disagio. Dopo una breve pausa sono stati presentati i percorsi di alternanza scuola-lavoro che gli studenti hanno compiuto presso il servizio migranti della Diaconia Valdese e al Museo Regionale dell’Emigrazione Piemontese. «I percorsi di alternanza scuola-lavoro del nostro istituto vengono realizzati sempre in accordo con i curricula scolastici degli studenti», spiega la preside. «Nella collaborazione con la Diaconia valdese e con il museo dell’emigrazione abbiamo voluto sottolineare il ruolo attivo della scuola nella società civile attraverso attività che accrescessero gli studenti sia da un punto di vista della conoscenza che da quello umano».

I ragazzi chiamati a dar conto delle loro esperienze si sono dimostrati soddisfatti e arricchiti dall’esperienza compiuta nelle tre settimane del loro impiego nel servizio migranti a Villa Olanda e al museo di Frossasco. «La cosa più interessante è stata la stesura dei curricula», racconta una ragazza che ha operato nell’inserimento lavorativo dei migranti. «Grazie a quest’attività abbiamo ascoltato storie di vita che ci hanno permesso di comprendere molti aspetti che non avevamo mai immaginato». Anche al museo dell’Emigrazione l’esperienza si è rivelata positiva e proficua «Grazie al lavoro al museo ho scoperto di più sulla nostra storia di migranti, uno spunto di riflessione per comprendere la realtà odierna dell’immigrazione».

Interesse geografico: