«Io so i pensieri che medito per voi», dice il Signore, «pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza»
Geremia 29, 11

Dio ha voluto far loro conoscere quale, sia la ricchezza della gloria di questo mistero fra gli stranieri cioè Cristo in voi, la speranza della gloria, che noi proclamiamo
Colossesi 1, 27-28

Immagino il popolo di Israele deportato da Gerusalemme a Babilonia. Questa realtà di vita è un’esperienza che non è ancora superata. Per un popolo esule, occorre tempo per sentirsi liberato, per poi costruire qualcosa per se stesso e anche per poter stabilirsi nel luogo dove è arrivato. Israele doveva di nuovo reinsediarsi. Ci vuole tempo per mettere su casa, lo sa bene chi ha vissuto l’esperienza di essere andato via dalla propria terra. È una realtà di vita che molti di noi stranieri stanno subendo e attraversando oggi. Tutto è difficile.

Chi sono coloro che vogliono cambiare la propria sorte? Ce la faranno a realizzare i loro sogni? Eppure, ricordiamo queste parole del libro del profeta Geremia: al di là delle difficoltà che incontriamo nel nostro viaggio di ricerca, il Signore farà un cammino con noi per realizzare ciò che aveva in progetto per noi, non importa quanto tempo ci vorrà. Se abbiamo con noi il Signore oggi, se davvero crediamo che lui ha a cuore il nostro futuro, si realizza già in noi il suo intento di farci vivere la pace. Non permettiamo che Gesù ci debba rimproverare come quando ai suoi discepoli impauriti mostrò di poter calmare la tempesta. Egli chiese loro: «perché avete paura, o gente di poca fede?» (Matteo 8, 26) e in un altro testo biblico disse «non siate in ansia», cioè non dovete farvi dominare da ciò per cui non vale la pena vivere. Siamo sicuri che Dio provvede anche al vostro futuro.

Signore insegnaci a vivere oggi la nostra fede che sconfigge ogni desiderio di cose che ci creano solo preoccupazioni inutili dal momento che non possiamo aggiungere niente a ciò che hai stabilito. Amen

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