Benedissi l’Altissimo, lodai e glorificai colui che vive in eterno. Il suo dominio è un dominio eterno e il suo regno dura di generazione in generazione
Daniele 4, 34

Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini
Atti degli apostoli 5, 29

Questo breve versetto tratto dal libro degli Atti mette alla prova la veracità della nostra testimonianza a partire dagli apostoli. Proprio il contesto in cui è collocato ha fatto sì che ogni predicazione nostra ci richiami e ci rinvii a dover mettere al centro il nome di Cristo Gesù. Motivo della nostra salvezza è l’opera di Dio.

Ubbidire a Dio vuol dire testimoniare che Dio, risuscitandolo, ha fatto diventare Gesù Cristo il Principe e il Salvatore, per giustificare i figli di Israele ovvero «per dare ravvedimento a Israele e perdono dei peccati» Atti 5, 31.

Gli apostoli hanno ricevuto ciò che lo Spirito Santo ha testimoniato e, come conseguenza, sono stati mandati ad annunciare la Sua Parola, insegnandola apertamente nelle sinagoghe/templi. Il nome di Gesù il Cristo che testimoniavano, li aveva portati alla persecuzione ma lo Spirito Santo stesso li aveva poi liberati perché continuassero a proclamarlo. Ubbidire a Dio significava per loro dare testimonianza a Gesù per mezzo del quale la salvezza è data a tutti i figli delle nazioni. Protestare oggi, cioè testare pro, è ribadire ancora il sì di Dio («tutte le promesse di Dio in lui sono divenute “sì”» 2 Cor. 1, 20). Dobbiamo cercare di capire e accettare che Gesù Cristo, il salvatore dell’umanità, si è donato proprio a tutti, anche ai Giudei che l’avevano crocifisso, non riconoscendolo, e anche agli stranieri. Solo così si può capire la preghiera di Gesù: «Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno» Luca 23, 34. Il vero testimone di Dio è colui che ascolta l’Evangelo, e che si richiama a Lui ogni volta che legge le parole delle Sacre Scritture.

Ti preghiamo Dio Padre per le nostre sorelle e i nostri fratelli che sono perseguitati a causa della loro fede nel tuo figlio Gesù il Cristo.

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