O mio Dio, inclina il tuo orecchio e ascolta! Apri gli occhi e guarda le nostre desolazioni, guarda la città sulla quale è invocato il tuo nome; poiché non ti supplichiamo fondandoci sulla nostra giustizia, ma sulla tua grande misericordia
Daniele 9, 18

Noi crediamo che siamo salvati mediante la grazia del Signore Gesù allo stesso modo di loro
Atti 15, 11

Anche i versetti di oggi, come quelli dei giorni passati, sottolineano quanto abbiamo bisogno di Dio. L’umanità non ce la fa da sola, anche volendo. Se guardiamo intorno a noi vediamo tanta, davvero tanta, desolazione, soprattutto in questo periodo in cui gli incendi distruggono boschi rigogliosi rendendoli deserto. Siamo nel Tempo del Creato (periodo ecumenico che va dal 1 settembre al 4 ottobre) che è un richiamo alla nostra responsabilità.

Viviamo in un mondo dove le nostre strane leggi economiche, che dovrebbero organizzare le cose della casa comune, non sono per niente utili alla casa e causa comuni. Non ce la facciamo proprio.

Nemmeno con le relazioni umani. È difficile uscire dal nostro modo di vivere. Anzi più di vivere stiamo tentando di sopravvivere. Ma non bisogna sopravvivere, bisogna vivere, che è un’altra cosa. La sopravvivenza mette al centro noi stessi, come persone e società; la vita ha un raggio molto più ampio. La sopravvivenza ci fa dire: giustizia e non misericordia; la vita invece ci fa dire: non la nostra giustizia ma la tua misericordia.

Non la nostra giustizia, ma la tua misericordia. Questo l’ha sperimentato anche Pietro quando, di tutto cuore, è intervenuto nell’assemblea a Gerusalemme in cui si discuteva dell’accoglienza dei cristiani provenienti dal cosiddetto mondo pagano. Il discorso di Pietro è un bellissimo esempio di integrazione. Una diversità accolta sotto l’esperienza di: siamo tutti e tutte figli e figlie di Dio. Veniamo da percorsi diversi, ma Dio ci ha accolti nella sua misericordia. Veniamo da percorsi diversi, ma possiamo camminare insieme perché siamo tutte e tutti diretti verso la stessa meta. Loro come noi e noi come loro. Signore insegnaci a guardare le altre persone che vengono verso di noi con i tuoi occhi pieni di misericordia.

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