Davide rispose al Filisteo: «Tu vieni verso di me con la spada, con la lancia e con il giavellotto; ma io vengo verso di te nel nome del Signore degli eserciti, del Dio delle schiere d’Israele che tu hai insultate»
I Samuele 17, 45

Paolo scrive: «Io prego Dio, affinché egli vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere potentemente fortificati, mediante lo Spirito suo, nell’uomo interiore»
Efesini 3, 16

«Il Signore non ha bisogno di spada né di lancia per salvare; poiché l’esito della battaglia dipende dal Signore» (I Samuele 17, 47); così si conclude il breve discorso rivolto dal giovanissimo Davide a Goliath, il guerriero filisteo che terrorizza Israele. Sappiamo come andò a finire: l’enorme filisteo ucciso con un sol colpo di fionda dal piccolo capraio, e l’esercito d’Israele che riprende vigore e ricaccia i filistei nelle loro terre.

Vengono in mente le parole di Gesù a un suo discepolo che voleva difenderlo dalla folla venuta a catturarlo, nel Vangelo secondo Matteo: «Riponi la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prenderanno la spada periranno di spada»; e, rivolto alla folla: «Siete usciti con spade e bastoni… per prendermi. … Ma tutto questo è avvenuto affinché si adempissero le Scritture» (26, 52.55-6). Gesù come un nuovo Davide. Anzi: come il Davide compiuto.

In fondo, lo stesso schema si ripete: il piccolo uomo di Nazareth, il discendente di Davide, che le turbe dei giudei ortodossi credevano di poter sconfiggere con spade, bastoni, perfino con la morte di croce, salva Israele – e mediante esso l’umanità – dalle potenze del peccato e della morte, e diventa sovrano, assiso alla destra del Padre. Per ottenere questa vittoria, non userà spada, né lancia, né giavellotto: la sua sola arma, come nella migliore tradizione profetica, sarà la Parola di Dio.

E noi? Di che cosa abbiamo bisogno per vincere il confronto con la Storia? Quali armi vorremmo escogitare, che non ci siano già date dalla Parola di Dio? Cos’altro vorremmo usare, se non quella, che siamo chiamati ad annunciare? Una sola cosa possiamo fare con la Parola di Dio – come già fece con la fionda Davide, da ragazzino: imparare a usarla sempre meglio, diventarne esperti. Questa soltanto è la nostra adeguata risposta umana alla vocazione che abbiamo ricevuto come cristiani e cristiane. Il resto, tutto il resto, «dipende dal Signore».

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