«Rinnovare il nostro pensiero, ripensare la nostra economia e ridefinire il nostro obiettivo comune» sono le sfide del XXI secolo secondo Martin Kopp, responsabile della giustizia climatica per conto della Federazione luterana mondiale, che nella giornata di ieri davanti ai delegati dell’Assemblea luterana mondiale ha pronunciato un discorso su uno dei temi chiave dell’assise giunta alle battute finali a Windhoek in Namibia: "il Creato non è in vendita".

«Le nostre società e la vita stessa sulla terra rischiano di crollare», ha ammonito Kopp che abbiamo imparato a conoscere per le molte iniziative a tutela dell’ambiente e per l’importante partecipazione alla Cop21 sul clima del dicembre 2015 a Parigi. Non può esserci «nessun benessere umano su un pianeta morto», ha continuato Kopp, che individua nella cattiva gestione del progresso economico uno dei motivi dei disastri climatici del nostro tempo.

Kopp, membro dell’Unione delle chiese protestanti di Alsazia e Lorena (Uepal) sta terminando gli studi post laurea presso la facoltà di Teologia dell’università di Strasburgo, e ha ricordato agli uditori come a partire dal 1970 le attività umane abbiano superato la capacità del nostro pianeta di rigenerarsi, di sostenere la nostra presenza: «Ogni anno usiamo l’equivalente delle risorse pari a 1,6 volte quelle presenti sulla terra. In una parola, siamo in una situazione insostenibile, in cui in particolare le società del Nord del mondo inseguono la felicità materiale trascurando i costi ambientali che ne derivano».

Gli aumenti di sostanze nocive nell’aria e nell’acqua, la perdita delle biodiversità, i cambiamenti climatici sono tutti temi connessi fra loro che potrebbero condurre la Terra a un nuovo stato, a una nuova fase dai contorni assai incerti.

Kopp ha lodato la Federazione luterana per l’attenzione dedicata al tema, a partire dalla sesta Assemblea, datata 1977 a Dar Es Salaam in Tanzania: «Credo che abbiamo raggiunto il punto in cui la nostra attenzione verso l’etica della creazione sia teologicamente matura; oggi dobbiamo chiederci come proseguire nell’azione, come avviare, approfondire e rafforzare le azioni migliori per vincere la sfida di salvare il pianeta».

Secondo Kopp serve ora una nuova visione e un nuovo obiettivo e «Per questo chiedo alla comunità luterana di considerare tre ambiti di intervento. Il primo, quello spirituale, richiede una nuova prospettiva di pensiero: mentre i valori obsoleti dell’economia creano avidità, che Paolo di Tarso chiama idolatria, pensiamo che secondo il vangelo di Matteo non possiamo servire Dio e Mammona». Serve poi oltre all’approccio spirituale anche un cambiamento concreto degli stili di vita: «Dobbiamo fare tutti di più, in ogni ambito della nostra vita, a partire dalle nostre case, dai trasporti, dagli sprechi alimentari, dal nostro tempo libero, dal nostro stesso abbigliamento».

In conclusione vi è l’appello rivolto ai cristiani per sostenere e perseguire il cambiamento della prospettiva sul clima anche da un punto di vista politico: «Soddisfare le esigenze di tutti con le risorse che il pianeta ci mette a disposizione, essere in comunione con il Dio che ci libera mediante la Grazia avendo cura del creato, senza più esitazioni. Ogni secondo che passa è sprecato e miliardi di persone soffrono per gli egoismi di una parte degli inquilini di questa Terra».

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