Lodate il Signore, perché è cosa buona salmeggiare al nostro Dio; perché è cosa dolce, e la lode si addice a lui
Salmo 147, 1

Parlandovi con salmi, inni e cantici spirituali, cantando e salmeggiando con il vostro cuore al Signore
Efesini 5, 19

Il capitolo 5 della lettera agli Efesini si apre con un audace tono imperativo. Dall’essere imitatori di Dio e camminare nell’amore di Cristo ci è richiesta una particolare comunicazione con il prossimo e con il Signore. Se si può essere imitatori di Dio camminando nell’amore di Cristo si può anche comunicare in modo adeguato. Dovremmo addirittura parlarci con salmi, inni e cantici spirituali. Questo sembra troppo persino per cristiani come noi. Sembriamo diventati tutti prigionieri del mondo virtuale dove sembra che si sia perso il controllo della comunicazione: questo è senz’altro colpa anche della televisione, di internet e così via. Stiamo diventando pessimi chiacchieroni, non riusciamo più a contenere le parole e ad essere coerenti nel nostro parlare e pensare. Perciò dobbiamo in fretta imparare nuove forme di comunicazione fondate sull’ascolto e sul rispetto reciproco. Reintrodurre le pause, i silenzi, la lunga riflessione. Restituire alle parole i loro limiti, la loro fragilità, la loro bellezza. Riprendere a discutere senza giudicare e sentenziare.

Più impareremo ad ascoltare Dio che ci parla, più impareremo ad ascoltarci reciprocamente con simpatia ed empatia. Occorre sviluppare la nostra vocazione per il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo per poter comunicare e camminare insieme spinti da un autentico amore fraterno e sorerno.

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