La chiesa cattolica e il Consiglio ecumenico delle chiese

Esattamente un anno fa, l’8 novembre 2013, si chiudeva a Busan, in Corea del Sud, la decima Assemblea del Consiglio ecumenico delle chiese.

Esattamente un anno fa, l’8 novembre 2013, si chiudeva a Busan, in Corea del Sud, la decima Assemblea del Consiglio ecumenico delle chiese (a cui aderiscono 350 chiese protestanti, anglicane e ortodosse di tutto il mondo). La chiesa cattolica non è membro del Consiglio ecumenico, ma collabora con esso a vari livelli.

«Dio della vita, guidaci alla giustizia e alla pace» era il tema dell’Assemblea, che al termine dei lavori ha approvato una Dichiarazione sulla via della pace giusta che lega strettamente l’azione dei cristiani per la pace nel mondo alla questione della giustizia: in campo sociale, economico, ecologico, politico. E che a sua volta collega la «pace giusta» alla ricerca dell’unità tra le chiese, perché solo se le chiese sono riconciliate tra loro potranno essere nel mondo «agenti di riconciliazione e di pace con giustizia».

È importante sottolineare che l’impegno per la giustizia e per la pace non è solo una «conseguenza pratica» del nostro credo, ma è parte integrante della nostra confessione di fede. Proprio in questi giorni si è svolta in Germania una consultazione mondiale delle chiese riformate per ricordare i dieci anni della Confessione di Accra – Una confessione di fede di fronte all’ingiustizia economica e alla distruzione ecologica: un testo che è stato fondamentale per far crescere la coscienza di questo nesso inscindibile tra la fede confessata e la testimonianza concreta per la pace e la giustizia. E anche la Dichiarazione sulla via della pace giusta del Consiglio ecumenico si apre con una confessione di fede nel Dio «Creatore di ogni forma di vita» che ci chiama a essere «buoni amministratori del dono della creazione», in Gesù Cristo «Principe della pace» e nello Spirito Santo «che dà e sostiene tutta la vita».

Il nesso tra fede cristiana e «pace con giustizia» risuona sempre più forte anche nelle parole di papa Francesco: per esempio nel suo discorso al recente incontro mondiale dei movimenti popolari, in cui ha affermato che «l’amore per i poveri è al centro del Vangelo».

Qualche mese fa tre preti torinesi (con l’adesione di altri cattolici impegnati nel sociale, come don Ciotti e padre Zanotelli) hanno scritto al papa chiedendo che la Chiesa cattolica aderisca formalmente al Consiglio ecumenico delle chiese. Effettivamente, con il «nuovo corso» di Francesco, un impegno diretto dei cattolici nel maggiore organismo ecumenico mondiale potrebbe dare più forza a quel «pellegrinaggio di giustizia e di pace» a cui l’Assemblea di Busan ha invitato tutti i cristiani.

(Rubrica «In cammino verso l’unità della chiesa» della trasmissione di Radiouno «Culto evangelico» curata dalla Fcei, andata in onda domenica 9 novembre).

Foto: "Good shepherd m2" di User:Kleuske adapted by User:Leinad-Z - Museo Epigrafico, Terme di Diocleziano. Con licenza CC BY 2.5 tramite Wikimedia Commons.